IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Helen Oxenbury: una vita dalla parte dell’infanzia.

Esistono milioni e milioni di libri mediocri, spero che i miei non siano tra quelli.

(Helen Oxenbury)

Caro lettore e cara lettrice,

con questo articolo vorrei accompagnarti al cospetto di un gigante fra i giganti, faro indiscusso della Letteratura per la prima infanzia (e non solo…).

Rullo di tamburi! Helen Oxenbury.

Helen Oxenbury non è semplicemente una figura di rilievo nel panorama editoriale, ma un colosso dell’illustrazione del secondo Novecento. Il suo valore, riconosciuto dai più autorevoli studiosi internazionali, la colloca di diritto accanto a maestri del calibro di Tomi Ungerer, Quentin Blake e Maurice Sendak.

Pioniera e innovatrice radicale, Oxenbury ha rivoluzionato la Letteratura per la prima infanzia negli anni Ottanta, ridefinendo i canoni narrativi ed estetici degli albi illustrati per la fascia 0-3 anni. La sua centralità è tale che l’Enciclopedia Internazionale della Letteratura per l’Infanzia la indica come unico punto di riferimento per questa fascia d’età.

Classico contemporaneo e pilastro insostituibile, la sua opera mantiene intatta una straordinaria attualità, risultando tuttora inarrivabile per il mercato editoriale odierno. Il valore senza tempo dei suoi libri risiede nella rara capacità dell’autrice di ascoltare l’infanzia: attraverso un’osservazione acuta e un autentico decentramento adulto, Oxenbury ha saputo offrire ai bambini ciò di cui sentono il bisogno, svincolandosi dalle proiezioni del mondo adulto.

Una produzione dalla parte del bambino.

Nel 1964 nasce la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna, un appuntamento annuale in cui gli editori scambiano diritti esteri e accendono il dibattito sul futuro del settore. L’evento intercetta un’ondata di profondo rinnovamento culturale: in quel periodo, infatti, è come se una nuova generazione di artisti, designer e scrittori emergesse per restituire il colore a una realtà europea ancora sbiadita dal dopoguerra, in particolare in ambito britannico.

Con la vittoria della Medaglia Greenaway nel 1969 per The Quangle Wangle’s Hat e The Dragon of an Ordinary Family, Helen consolida la sua appartenenza al gruppo. Fino ad allora aveva vissuto all’ombra di John Burningham (diventato suo marito nel 1960), ma questo traguardo segna il suo trionfale debutto come artista indipendente.

Gli anni ’70 vedono la nascita dell’amicizia e del sodalizio con Sebastian Walker, che conobbe Helen Oxenbury proprio in occasione della Bologna Children’s Book Fair. In qualità di agente di vendita per l’Europa di Jonhatan Cape (Editore di John Burningham), Sebastian Walker era venuto a Bologna per vendere i diritti esteri dei libri illustrati di Burningham

«Ero un’illustratrice di Heinemann fino a quando non è arrivato il birichino Sebastian»…

(Helen Oxenbury)

Carismatico “cappellaio matto” e imprenditore trentenne, Sebastian Walker è un uomo colto, brillante e visionario. Con le idee ben chiare, nel 1978 ottiene un prestito bancario con l’aiuto del padre e fonda la Sebastian Walker Associates, dando vita alla leggendaria casa editrice Walker Books.

Ma questa è un’altra storia… che se vorrete un giorno vi racconterò.

Alla domanda di Sebastian Walker su cosa le sarebbe piaciuto fare dopo, Helen rispose accennando a una collana di libri cartonati per la prima infanzia. Ricordava che, a quei tempi, i bambini fino ai due anni erano considerati privi di reali capacità cognitive; eppure, la viva curiosità di sua figlia Emily per le immagini dei cataloghi d’acquisto per corrispondenza smentiva quel pregiudizio. Helen stava muovendo i primi passi in questo progetto quando la bambina si ammalò.

“Restavamo svegli tutta la notte con lei, inventando qualsiasi cosa pur di distrarla dal dolore”.

(Helen Oxenbury)

Per rendere i libri adatti a un pubblico così giovane, Oxenbury ne snellì lo stile grafico e si focalizzò su vicende dedicate ai neonati. Ne stravolse la struttura, affiancando al testo una grande tavola illustrata. Il risultato fu un albo quadrato e compatto, facile da impugnare e dotato di pagine spesse, pronte a sopravvivere ai morsi e all’uso energico tipico dei bambini.

Negli anni Ottanta, mettere al centro delle storie per la prima infanzia esclusivamente i bambini, escludendo gli animali antropomorfi, era una scelta rivoluzionaria e quasi inconcepibile. Questi ultimi, infatti, appartenevano per tradizione al mondo della favola; non a caso, negli albi di Helen Oxenbury faranno la loro comparsa solo in un secondo momento, nelle opere dedicate ai bambini più grandi.

Analizzando la sua produzione, emerge la straordinaria capacità di assecondare la psicologia, gli interessi e lo sviluppo del bambino fin dai primi mesi di vita. I suoi albi illustrati accompagnano passo dopo passo la crescita del lettore — dall’anno d’età fino al periodo prescolare — offrendogli uno specchio in cui trovarsi rappresentato e supportandolo nel proprio processo di maturazione.

Tom e Pippo un ritorno che aspettavamo da ben 35 anni: una serie scomparsa in Italia dalla metà degli anni ’80 e mai più ripubblicata. Perché questo recupero è così importante? Perché all’epoca rappresentò una rivoluzione totale sulla scena internazionale. In un periodo dominato da illustrazioni leziose, di stampo disneyano, e da albi popolati solo da animali antropomorfizzati, l’arrivo di Helen Oxenbury cambiò tutto. Basta una rapida ricerca sul web tra i libri 0-3 anni dell’epoca per accorgersi della straordinaria differenza.

Quando i bambini crescono, cresce anche il loro bisogno di storie. I libri di Tom e Pippo sono perfetti per la delicata fase di passaggio tra il nido e la scuola dell’infanzia. Dedicate a bambini di 3-4 anni, queste prime narrazioni create da Helen Oxenbury accompagnano i più piccoli alla scoperta del mondo.

Arrivano gli albi più complessi.

La produzione di Helen Oxenbury rappresenta un unicum insostituibile nel panorama editoriale. Anche di fronte a splendide novità contemporanee, i suoi capolavori restano ineguagliabili e imprescindibili: veri e propri pilastri fondamentali che non possono mancare negli scaffali di una libreria domestica o scolastica.

Se vuoi approfondire l’opera di Helen Oxenbury, ti consiglio:

Intervista a Helen Oxenbury.
Intervista a Helen Oxenbury.

“Ora è tutto basato sul computer, c’è molta grafica. In questa forma d’arte contemporanea non mi riconosco, a me piacciono i libri che mi toccano, che mi emozionano. Nelle mie illustrazioni seguo il mio metodo, il mio stile, non uso la grafica del computer. Il passaggio dall’idea alla carta, al disegno, richiede molto tempo e mi sembra sempre di non ottenere quello che avevo in testa. Mi piace mostrare le reazioni delle persone nel rapporto con gli altri e con l’ambiente che le circonda” 

A presto…

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *