IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

“Uno dei diritti dell’infanzia è di poter incontrare narrazioni “belle” in grado di stimolare le naturali capacità cognitive e il gusto estetico, sin dai primi giorni di vita”.

(Silvia Blezza Picherle)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino, seguendo la voce del vento, ha fiutato una miniserie di 4 piccoli albi cartonati, dedicata ai piccolissimi, che ha fatto la storia della Letteratura per la prima infanzia.

Si tratta di:

Titolo: (Mi diverto, Mi vesto, Al lavoro, Amici)

Autore e Illustratore: Helen Oxenbury

Traduzione: Nessuna (Wordless picturebook)

Casa Editrice: Camelozampa

Tipologia: Cartonato

Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1981

Il formato è quadrato, piccolo (così da stare agevolmente nelle mani di un bambino), le pagine di cartone, indistruttibili, come si addice ai piccoli che hanno ancora le mani “ciompe”. Quattro quadrotti senza parole.

Il segno è quello riconoscibile e inimitabile della celebre illustratrice inglese Helen Oxenbury (alla quale ho già dedicato un articolo nel Blog, che puoi leggere qui).

Silvia Blezza Picherle1 e Luca Ganzerla2 introducono così questi 4 piccoli gioielli rivoluzionari della Letteratura dedicata alla fascia 0-3 anni:

Helen Oxenbury è stata una pioniera nel mondo degli albi illustrati rivolti alla prima infanzia. È stata la prima a scegliere come personaggi solo bambini, rappresentati nella loro pienezza corporea ed emozionale. In questa miniserie, composta da quattro albi cartonati, Oxenbury racconta, con una sottile vena di humour, le prime esperienze di vita in cui ogni piccolo lettore può identificarsi. Al centro della rappresentazione ci sono bambini (non animali umanizzati); le illustrazioni sono realistiche, leggibili anche da bambini molto piccoli; i protagonisti mostrati in contesti di azione quotidiani, facilmente riconoscibili in base alle prime esperienze dei piccoli lettori. La particolare impaginazione, con a sinistra il singolo oggetto e a destra lo stesso inserito in un contesto d’azione, stimola il linguaggio e la competenza narrativa del bambino.”

Gli albi da cui iniziare…

Ci sono voluti quarant’anni prima che i celebri Baby Board Books di questa straordinaria illustratrice facessero ritorno in Italia (dopo che la grande editor Rosellina Archinto, da sempre promotrice di una narrativa illustrata per bambini di altissima qualità3, li aveva pubblicati per la prima volta nel 1981 nella gloriosa Emme Edizioni). Se da un lato vale il detto “meglio tardi che mai”, dall’altro non si può non provare un pizzico di imbarazzo: all’estero, infatti, queste opere sono un bestseller internazionale da ormai quattro decenni.

Si parte dunque con questi primi 4 toddler books:

Copertina pubblicata nel 1981 dalla Emme Edizioni di Rosellina Archinto.

Che cosa contraddistingue la sua produzione?

Alla domanda, come mai i bambini sono cosi attratti dai suoi personaggi e dalle loro piccole storie, Silvia Blezza Picherle risponde:

“I bambini, sin dai primi mesi, sono rapiti dai suoi albi perché si identificano con i personaggi che la Oxenbury illustra nella loro tridimensionalità, con un tratto autentico e realistico. Nei suoi albi cartonati (i board books) i piccoli lettori fanno esperienze e conoscono il mondo secondo la logica del bambino e non dell’adulto, che vuole insegnare e imporre il proprio punto di vista. Dalle ricerche pluriennali compiute sul campo (in particolare negli asili nidi), è emersa subito la preferenza, di bambine e bambini di 0-8 anni, per i libri e i personaggi della pluripremiata illustratrice inglese. Li scelgono, chiedono che siano letti e non si annoiano mai di ascoltarli ed esplorarli”.

A SINISTRAA DESTRA
Oxenbury mostra il singolo oggetto (la pentola, il calzino, il seggiolone, il cane), attraverso illustrazioni artistiche, a misura di bambino.
Lo sfondo è rigorosamente bianco, così da mettere in risalto l’illustrazione pulita, nitida, senza “disturbatori” (nel rispetto della Psicologia della percezione del bambino 0-3 anni).
Lo stesso oggetto è inserito in un’azione quotidiana svolta dal bambino: singoli oggetti collegati all’azione che si compie.
Non solo, ma con pochi tratti Helen Oxenbury riesce a trasmettere anche l’emozione del bambino che vive l’azione.

L’elemento di maggiore innovazione dell’opera risiede nella scelta di eleggere l’oggetto quotidiano a fulcro della narrazione visiva. Attraverso l’analisi di Oxenbury, emergono i criteri fondamentali per valutare la qualità di un albo illustrato. Il focus si sposta sui primi elementi che costellano l’universo del bambino, una sensibilità affine a quella riscontrabile nei cartonati in bianco e nero di Tana Hoban.
In questo contesto, la gestione dello sfondo – rigorosamente chiaro – assume un ruolo determinante. A differenza dell’approccio cromatico di Lucy Cousins, dove la saturazione dei colori rischia di generare un sovraccarico visivo e di distrarre il nucleo della ricezione infantile, lo spazio bianco funge da facilitatore cognitivo. Laddove la sovrabbondanza cromatica frastorna il lettore, lo sfondo chiaro direziona l’attenzione sul personaggio e sull’azione, promuovendo la comprensione della scena.

Tale approccio, dirompente per l’epoca, mantiene intatta la sua carica rivoluzionaria di fronte a un’editoria contemporanea spesso regressiva.
A ciò si aggiunge la conquista della tridimensionalità. Scardinando la piattezza bidimensionale tipica della coeva letteratura per l’infanzia, l’autrice conferisce una spiccata corporeità alle figure.

Oxenbury parte dagli oggetti di tutti i giorni per mostrare la quotidianità e le emozioni dei più piccoli.

Il suo non è un classico libro didattico per insegnare a vestirsi. Al contrario, preferisce mostrare un bambino nel momento esatto in cui si veste, raccontando ciò che prova attraverso lo sguardo. All’autrice bastano pochissimi tratti e due semplici puntini per creare occhi incredibilmente espressivi.

Lavorare in modo così essenziale e minimalista richiedeva la massima attenzione a ogni minimo dettaglio.

Un estratto dal webinair con la prof.ssa 𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐚 𝐁𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐏𝐢𝐜𝐡𝐞𝐫𝐥𝐞 e il prof. 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐆𝐚𝐧𝐳𝐞𝐫𝐥𝐚, a cura di Camelozampa.

Helen Oxenbury ha saputo ascoltare l’infanzia con una rara e profonda sensibilità. Attraverso un’osservazione attenta e la capacità di decentrarsi da sé, è riuscita a offrire ai bambini ciò di cui hanno autenticamente bisogno, superando le aspettative e le proiezioni del mondo adulto.

La sua attività artistica prosegue con cartonati e albi illustrati che esploreremo nei prossimi articoli. Attraverso le sue opere, infatti, l’autrice accompagna passo dopo passo la crescita dei bambini fino all’età prescolare.

Io credo che i bambini abbiano un buona capacità di giudizio che gli consente di capire immediatamente se gli adulti parlano, scrivono o disegnano su di loro, di conseguenza è scontata l’impopolarità̀ di alcuni disegni, dallo stile simile a quello dei bambini, che appaiono in alcuni libri

Helen Oxenbury

Per quale età? Direi, da 6-8 mesi a 2 anni.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.
Un Classico.
ConsiglioCome leggerlo?

Attraverso una Lettura dialogata, per leggere le illustrazioni.
Attraverso una Lettura narrativa, per leggere la storia.4

Allora, non mi resta che augurarti buone letture.

A presto…


  1. Silvia Blezza Picherle già Ricercatrice, poi docente di Letteratura per l’infanzia e Pedagogia della lettura presso l’Università degli Studi di Verona, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui: Astrid Lindgren. Una scrittrice senza tempo e confini; Formare lettori, promuovere la lettura; Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. Una narrazione per crescere e formarsi, Letteratura per la prima infanzia. Svolge attività di ricerca-azione per formare lettori motivati e critici. ↩︎
  2. Luca Ganzerla è docente a contratto di Letteratura per l’infanzia e dottore di ricerca in Scienze dell’educazione e della Formazione continua, con studi e pubblicazioni dedicati all’albo illustrato per le diverse età, alla Letteratura per ragazzi e alla Pedagogia della lettura. È inoltre formatore, consulente editoriale e promotore della lettura. ↩︎
  3. (Cit. Silvia Blezza Picherle) in Raccontare ancora. La scrittura e l’editoria per ragazzi. Vita&Pensiero, 2007. ↩︎
  4. Per un approfondimento sulla Lettura narrativa e sulla Lettura dialogata si veda Silvia Blezza Picherle e Luca Ganzerla, Lettura per la prima infanzia. Aspetti letterari e pedagogici. QuiEdit, 2026. ↩︎

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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