IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Parole parlate e parole narrate…

In un luogo incantato, immerso nella natura, nei giorni che precedono i festeggiamenti di Samhain con i campi che si preparano al riposo, ci riuniremo intorno ai primi fuochi di fiaba per ritrovare fiducia nelle parole e nella nostra voce. In un’atmosfera quieta, aprendo il tempo al respiro dei racconti, ci faremo guidare dai profumi del bosco per ritrovare qualcosa che pensavamo di aver perduto: il desiderio di una piccola comunità narrante.

(Alessia Napolitano)

Caro lettore e cara lettrice,

quando l’autunno accende le montagne di ocra e oro, i boschi si tingono di luce calda, le valli si vestono dei loro colori più intensi, è il momento perfetto per perdersi tra storie e natura.

Così, il viaggio iniziato nell’inverno di quest’anno, con il primo ritiro de La fiamma nella voce, è proseguito a ottobre tra i boschi dell’Appennino ligure, dove Alessia ci ha condotte nel mondo di sotto, parola dopo parola, seguendo la corda-trama delle fiabe.

Incontri…

Ancora una volta dalle Alpi agli Appennini…

sono giunta all’Agriturismo Il risveglio naturale, un’oasi di pace immersa nei boschi di castagno.

Francesca ed Emanuele ci hanno accolte, ospitate, coccolate con una gentilezza e una disponibilità rare.

Ho potuto riabbracciare le care compagne di cammino e incontrare nuovi volti e nuove voci dolci. È stato bello riaccendere la piccola comunità narrante per proseguire il sentiero tracciato nel freddo dell’inverno, guidate dalla luce calda della fiammella di una candela.

Tre giorni abbracciate dalle atmosfere autunnali, dai colori caldi dei boschi che ci hanno ospitate, dai tramonti infuocati e dall’aroma delle erbe aromatiche e officinali che si sprigionava nel primo mattino e al calar della sera.

Un nuovo tavolo ha preso parte alle conversazioni, ai silenzi, alle risate di 11 donne accomunate dall’amore per le fiabe e dal desiderio di mantenere acceso il sacro fuoco del racconto orale.

Alessia, ancora una volta, ci ha prese per mano con amore e dedizione e, seguendo i sassolini bianchi e quelli neri, ci ha aiutate ad attraversare il bosco.

Il lenzuolo…

Ed eccolo dispiegarsi, l’ospite atteso, il grande lenzuolo, pronto a posarsi sulle ginocchia piegate e a farsi accarezzare da mani esperte o, al contrario, maldestre e incerte. Una tela bianca che periodicamente attende di essere animata da fili colorati, capaci di intrecciare storie, emozioni e dialoghi nati ad ogni incontro.

Lasciataci alle spalle la fiaba, piena di mistero, La guardiana delle oche alla fonte, questa volta la bussola da seguire è stata quella di un’antica fiaba popolare siciliana raccolta da Giuseppe Pitrè e inserita da Italo Calvino nella sua celebre raccolta Fiabe italiane, intitolata Gràttula-Beddàttula.1

Il regista Ezio Donato scrive:

“Fra tutte le varianti di Cenerentola, la versione siciliana raccolta nel 1870 da Giuseppe Pitrè dalla viva voce di una vecchia narratrice con il titolo Gràttula-Beddatula, è la più colorata e mediterranea, con un chiaro riferimento al mondo orientale e africano. Sarà una piccola piantina di palma di datteri (da cui il nome Gràttula – in siciliano il nome femminile del dattero) l’oggetto magico che consentirà alla giovane protagonista, di nome Ninetta, di essere premiata per il suo coraggio e spirito di libertà e intraprendenza.“

Il 4 luglio 2021 è andato in onda l’ultimo radiodramma del ciclo “La Memoria delle Radici: le Radici della Memoria“

Le antiche fiabe siciliane incontrano il mezzo radiofonico. Grattula Beddattula è l’ultimo appuntamento del ciclo dedicato alla tradizione popolare siciliana fra miti, storie e leggende che diventano profonde riflessioni. Protagonisti del radiodramma, il regista Ezio Donato, gli attori Lorenza Denaro, Evelyn Famà, Lucia Portale, Aldo Toscano, Valerio Santi e Gianni Amore alla fisarmonica.

Lettura dopo lettura, al ritmo lento del ricamo, abbiamo individuato i punti cardinali, costruito la corda-trama, con i suoi nodi e i suoi memi forti e deboli, abbiamo ascoltato le voci dolci, a volte imbarazzate, di ciascuna di noi e siamo andate alla ricerca di parole preziose, perché la fiaba presuppone una lettura collettiva che riluce nella condivisione ad alta voce.

A narrar nel bosco…

I pomeriggi si sono allungati nel bosco, culla ancestrale di racconti e riti, al crepitare prodotto dai passi sul tappeto di foglie secche. Un gesto semplice, la raccolta delle castagne, ha scandito il narrare di una fiaba per ciascuna di noi. Un momento intimo, lento, concentrato, ricondotto poi da Alessia, attraverso le sue riflessioni e i suoi preziosi consigli.

Torte e fiabe…

Infine, ancora un gesto lento e di cura, che richiede attenzione e dedizione, ma anche aggregazione, comunione, scambio, collaborazione: la preparazione di una torta (sotto la guida capace di Francesca).

Così, ecco la piccola comunità femminile all’opera: chi sminuzza, chi trita, chi versa, chi impasta, chi decora. Il tutto snocciolando parole generate da suggestioni, immaginazione, ricordi. Parole di luce e parole di ombra, spontanee, leggère, che avrebbero decorato la nostra fiaba.

Fiabe del tramonto e della sera…

Dopo giornate intense trascorse a narrare, a raccontare e raccontarsi, ad ascoltare, a ripetere, a provarsi, a costruire insieme la corda-trama della fiaba, a scovare i punti cardinali necessari per non perdersi e non dimenticare, le ombre della sera si avvicinano per annunciare che è giunto il momento di rallentare, di accoccolarsi davanti alla fiammella tremolante di una candela per ascoltare le fiabe dalla voce sapiente della nostra cantastorie.

Così, Alessia ha narrato prima Le tre melarance e poi Maria di legno, contenute nella raccolta Le fiabe del focolare dei Fratelli Grimm, facendoci assaporare l’atmosfera della fiaba raccontata nella quiete di una sera intorno a un tavolo.

… e la bellezza della fiaba e del racconto orale si sono disvelati in tutta la loro potenza.

Forse parte tutto da qui, da un tavolo prima ancora che dal focolare. Parte da un tempo che possiamo abitare in molte forme, e il tempo siamo noi, è la voce che diamo alle parole. (Cit. Alessia Napolitano)

La fiaba vive nel quotidiano, attraverso gesti piccoli come raccogliere le castagne, sorseggiare una tisana calda, ricamare, cucire, preparare una torta. Le parole sgorgano come piccoli ruscelli e la memoria fluisce ridando vita a una storia che ha superato i secoli ed è passata di bocca in bocca per arrivare a noi e rivivere nel presente, nella contemporaneità, nel nostro tempo.

Gli Oracoli del bosco e… l’ospite inatteso.

Sul sentiero del ritorno, quale miglior pensiero se non quello di interrogare gli Oracoli del bosco, con i loro messaggi amorevoli per guidarci nel cammino della fiaba?

Così, Alessia apre il suo sacchettino, mescola con cura il mazzo degli Oracoli e sceglie una carta: l’ottavo Custode delle 22 soglie del bosco è l’eclissi.

Il suo messaggio per noi è:

“Se mi hai pescato è perché l’universo si sta schiudendo per te come dovrebbe. Io sono l’eccezione che ti insegna che ogni atomo, ogni stella che splende o si spegne, ogni nascita e ogni morte hanno il loro significato nell’ordine del cosmo. Ti invito a prendere la tua vita per mano e a danzare con lei. Sorridile, ringraziala e sii lieto per il tempo che ti viene concesso. Nell’equilibrio della natura nulla è da aggiungere e nulla è da togliere. Ogni tuo istante è giusto e perfetto. Guardami e nel mio essere contemporaneamente buio e luce vedrai realizzarsi un disegno più vasto: l’incontro di due forze che solo insieme generano te e il mondo. Sii giusto con te stesso perché così potrai esserlo con gli altri. E ricorda: ciò che non dai ti verrà tolto e ciò che distruggerai eliminerà una parte di te. Resta nel presente e onora il giorno in cui sei venuto alla vita. E non dimenticare che se rendo oscuro il sole è solo per mostrarti meglio la luce.”

Forse richiamata dall’Oracolo, viene a trovarci un’altra ospite (questa volta inattesa) che sbircia e fa capolino tra le pagine. Alessia la fa entrare attraverso la sua voce:

Cristina Campo ci dona queste parole intense, dense, sacre.2

“Cristina Campo amava la fiaba e la considerava il primo gradino, sacro e puerile, della metafisica e dell’iniziazione ai misteri del soprannaturale. La fiaba è un racconto mitico e mistico sul miracolo che spezza la necessità grazie al coraggio dell’impossibile, superiore a ogni altra forza. Il cammino della fiaba comincia senza speranza terrena, ma poi la follia di chi crede possibile ciò che è impossibile supera ogni disperazione con fiducia trascendentale. L’illuminazione arriverà quando il tempo sarà maturo, non si può programmare e decidere, viene dall’alto.” (Cit. Marcello Veneziani)

Fine…

Eccoci giunti al termine di questo ritiro. È il momento dei saluti, degli arrivederci e degli a presto!

La piccola Comunità parlante e narrante ha aperto il tempo, si è costituita e ora è pronta a sciogliersi. Per tre giorni abbiamo custodito il fuoco e la fiaba rimarrà dentro di noi.

Aprire il tempo e concedersi il tempo di un racconto vicino al fuoco, fosse anche solo quello di una candela, è un dono impagabile che ognuno di noi dovrebbe potersi regalare.

Come i vangeli, la fiaba è un ago d’oro, sospeso a un nord oscillante, imponderabile, sempre diversamente inclinato, come l’albero maestro di un vascello su un mare ondoso.

(Cristina Campo, Gli imperdonabili)

A presto…


  1. Fiaba n. 148. È considerata una delle varianti mediterranee più vivaci e antiche di Cenerentola. ↩︎
  2. Da Gli imperdonabili, di Cristina Campo. Biblioteca Adelphi. ↩︎

Consiglio a tutti coloro che hanno il desiderio di riavvicinarsi al racconto orale e alle fiabe del focolare, il Corso Raccontami una fiaba, come creare un focolare a casa e a scuola di Alessia Napolitano.

Per approfondire il mondo del fiabesco in una prospettiva nuova e antica insieme, distinguendo gli stereotipi dagli archetipi, gettando nuova luce sul ruolo del maschile e del femminile, entrambi forieri di metamorfosi e di vitalità.
Un viaggio per riscoprire le fiabe oltre il solito repertorio, ma soprattutto per ritrovare fiducia nella propria voce.

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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