IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

“Che piacere e divertimento leggere e rileggere questo originale dizionario del grande Solotareff. Sfogliando lettera per lettera, scopriamo un Babbo Natale molto diverso dai soliti e un dizionario che ci presenta situazioni paradossali, inedite, spiazzanti e curiose. Con il suo tratto tra il caricaturale, il satirico e l’assurdo Solotareff ci spiega tanti vocaboli ma “a modo suo”, ci fa divertire ma anche pensare.“

(Silvia Blezza Picherle)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato un albo illustrato, o forse sarebbe più corretto chiamarlo abbecedario, esilarante, originale, divertentissimo, insolito, strampalato e un po’ irriverente, ma anche molto, molto pensoso. Evviva!

Si tratta di:

Un albo illustrato? Si.

Un Dizionario? Proprio così… e nella sovraccoperta leggiamo:

“DIZIONARIO: libretto rosso che Babbo Natale utilizza spesso per ricordare ai suoi elfi che molte parole usate da loro non esisterebbero se lui non esistesse. D’altronde si sa che gli elfi, quando sono arrabbiati con Babbo Natale, fanno finta che lui non esista”.

Ed è già tutto un programma…

In rigoroso ordine alfabetico, il geniale Grégoire Solotareff1 ci regala una moltitudine di aneddoti spassosi, su Babbo Natale e i suoi aiutanti, restituendoci un ritratto dell’anziano signore dalla barba bianca più vicino a noi.

Viene pubblicato in Francia per la casa editrice Gallimard Jeunesse nel 1991; fa capolino in Italia nel 1999, per le Edizioni Fabbri e poi scompare dagli scaffali (nulla di nuovo all’orizzonte…) per ritornare 25 anni dopo grazie a Babalibri.

Come scrive Roberta Favia “Il Dizionario di Babbo Natale è esattamente ciò che è: un modo per conoscere Babbo Natale letteralmente dalla A alla Z. Il sottotitolo ideale di questo libro potrebbe essere, parafrasando Woody Allen Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul Babbo Natale e non avete mai osato chiedere.”

E allora quale gioco più bello da fare con i bambini (ma anche con gli adulti) se non quello di provare a indovinare per poi rimanere sicuramente spiazzati e ridere di gusto leggendo le trovate di Solotareff?

E poi diciamocela tutta, questo abbecedario è una manna dal cielo per noi adulti che spesso non sappiamo rispondere alle moltitudini di domande che i bambini ci pongono su questa figura misteriosa!

Inoltre, come sarebbe divertente aprirlo a caso ogni giorno e, insieme ai bambini, scoprire cosa ci riserva quella pagina. Uno Calendario dell’Avvento spassoso per accompagnare le feste natalizie!

I brevi lemmi scelti dall’autore sono dei piccoli capolavori basati sul nonsense e l’assurdo capaci di generare risate fragorose, ma allo stesso tempo possono creare anche un certo turbamento e le illustrazioni, sapientemente pennellate da Solotareff, fanno da contraltare ai testi scarni ma incisivi, rinforzando il senso di straniamento.

A questo proposito, scrive Maria Polita:

“Quello che emerge è un affresco che coniuga quotidianità familiare fatta di noia, di hobby, di freddo, di colazioni, di affetto, di intimità, di amicizia, tracimante però in modo sorprendente e inaspettato abitato da macchine spara regali, cicogne che mentono a riguardo di Babbo Natale, trecce nei capelli che nessuno sapeva Babbo Natale avesse…
Solotareff mostra una capacità di immedesimazione nella schiettezza e nella spontaneità bambina che è evidente nella gamma di affondi che colleziona nel suo testo. Affine alla sensibilità infantile è anche la precisione lessicale e descrittiva fatta di ripetizioni e di contrapposizioni ben misurate:

Alla lettera M «Medio: il naso di Babbo Natale non è né enorme né minuscolo, si può dire che è medio».”

Come scrive Silvia Blezza Picherle sul suo sito raccontareancora: “Il grande Solotareff è un inno alla creatività, a guardare al mondo in modo diverso, a divertirsi per cogliere anche aspetti pensosi e critici di noi e del mondo.“

E dopo aver letto e sfogliato i ventisei aneddoti contenuti in questo piccolo gioiello, da oggi in poi potremo vantarci di sapere qualcosa in più su Babbo Natale…

«Evviva la creatività che contrasta un’omologazione imperante. Una vera gioia per i bambini leggere queste “microstorie” per ogni lettera dell’alfabeto! ».

(Silvia Blezza Picherle)

Per quale età? Direi, dagli 8 anni, ma per tutti, anche per gli adulti (ovviamente selezionando i lemmi in base all’età), perché ogni lettore può scoprire tanti significati impliciti e un modo diverso di guardare alla vita.
Ahimè…Nessun ahimè… è perfetto così.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.

A presto…


  1. Grégoire Solotareff nasce ad Alessandria d’Egitto da padre di origine libanese, medico, e da madre russa, la pittrice Olga Lecaye. Trascorre l’infanzia tra Egitto, Libano e Île de France. Dapprima esercita la professione di medico, quindi decide di dedicarsi al disegno e alla scrittura, in particolare di libri per bambini, creando i suoi primi albi quando suo figlio comincia a chiedere le immagini delle storie che il padre gli racconta. Pubblica oltre 150 libri, tradotti in tutto il mondo e spesso illustrati dalla madre o dalla sorella, Nadja. Realizza diversi cortometraggi e lungometraggi come adattamenti dei suoi albi. ↩︎
Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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