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La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

«La notte di Natale di tanti anni fa, ero a letto, in silenzio. Non un fruscio di lenzuola. Respiravo piano, con cautela, le orecchie tese nella speranza di captare un suono, un suono che secondo un mio amico non avrei mai sentito: le campanelle della slitta di Babbo Natale. “Babbo Natale non esiste” insisteva il mio amico, ma io sapevo che si sbagliava. A notte fonda udii finalmente qualcosa, ma non erano campanelle»

(Polar Express)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato, sul sentiero innevato del bosco, un albo illustrato che è entrato nell’immaginario collettivo come uno dei grandi Classici sul Natale.

Si tratta di:

1985, prima pubblicazione negli Stati Uniti per la Harper Collins.

1986, vince la Medaglia Caldecott come miglior libro per ragazzi.

Oltre sette milioni di copie vendute.

Chi c’è dietro la penna e la matita di questo grande Classico americano?

Lui, Chris Van Allsburg1. Forse, di primo acchito, questo nome potrebbe non ricordarti nulla, ma sono sicura che se dico Jumanji (1982, il suo secondo picturebook, altra Medaglia Caldecott), allora sì che le inferenze potrebbero farsi strada nella tua mente.

L’incipit è straordinario:

«Da bambini non si cresce gradualmente, un giorno alla volta. Ogni tanto capita di spiccare un balzo in avanti. Se perdiamo di vista la mamma al supermercato e, tenendo a freno la paura, la ritroviamo senza l’aiuto di nessuno, di colpo ci sentiamo cresciuti di un anno. È la stessa sensazione che si prova uscendo in bicicletta da soli per la prima volta. Se avventure di questo tipo solitamente mi esaltavano, c’è stato un salto che ha suscitato in me emozioni molto meno gradevoli. All’età di otto anni, iniziai a pensare che forse Babbo Natale non esisteva per davvero. Il solo fatto di ammettere un simile sospetto mi fece sentire cresciuto di colpo, e di colpo molto triste. Smettere di credere in Babbo Natale significava porre fine all’incanto tipico dei giorni che precedono il Natale. L’attesa squisita e a tratti intollerabile di una fiaba che si avvera – una fiaba di cui io stesso facevo parte – sarebbe andata perduta per sempre. Non era crescere, quello, era perdere qualcosa. Mi sembrava di essere stato cacciato dal paese dei miracoli e di sentire i cancelli richiudersi alle mie spalle. Volevo tornare là. Per fortuna, quel Natale il Polar Express si fermò davanti a casa mia e mi fece fare un viaggio che mi riportò indietro. Sul treno c’è un posto a sedere anche per te. In carrozza!»

Come scrive Maria Polita di Scaffale Basso: Un treno magico si è fermato proprio di fronte alla casa del protagonista, nel profondo della notte, sotto una fitta nevicata. È il Polar Express, che guida i bambini in un viaggio unico che si compie una volta sola nella vita, chissà quando – forse quando se ne ha più bisogno! – verso il Polo Nord, dove abita Babbo Natale con i suoi elfi e le sue renne. 

Le illustrazioni sono strepitose, i repentini giochi di inquadrature, le prospettive, il codice cromatico tutto farebbe pensare allo zampino del digitale, invece, non posiamo che abbassare il cappello e inchinarci di fronte a un talento così grande.

Sono sicura che sfogliando e ammirando le splendide tavole pittoriche di Van Allsburg, sentirete fischiare la locomotiva a vapore e sarete insieme ai bambini nel vagone che vi porterà al Polo Nord.

Van Allsburg ci regala un racconto che va oltre il Natale, un’ode alla capacità di meravigliarsi e alla forza della fantasia. Polar Express è un viaggio nel cuore dell’infanzia e un promemoria dolce e malinconico del fatto che la magia esiste solo per chi sceglie di crederci.

Nel 2004, il regista Robert Zemeckis ha portato questa magica storia sul grande schermo, creando il primo film animato interamente realizzato con la tecnologia Performance Capture (ossia con personaggi digitali ottenuti captando i movimenti degli attori in carne e ossa) entrando a far parte del Guinness dei primati. Con un cast d’eccezione, guidato da Tom Hanks, e una colonna sonora indimenticabile, il film ha ottenuto tre nomination agli Oscar.

Adattamento cinematografico.
Nel 2004 ricevette 3 nomination agli Oscar: “Miglior Canzone”, “Miglior Sonoro” e “Miglior Montaggio Sonoro”.

“A volte basta vedere per credere, altre volte le cose più reali sono quelle che non si vedono.”

Pronti per partire?

«Chris Van Allsburg ci porta di gran carriera nel cuore tintinnante della magia con un viaggio che non si può dimenticare: rimangono le prove della sua veridicità!».

(Maria Polita)

Per quale età? Direi, dai 9 anni.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.

A presto…


  1. Chris Van Allsburg nasce a Grand Rapids, Michigan, nel 1949. Da bambino ama costruire cose con le mani, specialmente modellini di automobili e di treni. Da grande studia scultura presso l’Università del Michigan e apre un laboratorio mentre nel tempo libero si dedica al disegno. Grazie alla moglie, che gli suggerisce di mostrare le proprie immagini a un editore, nel 1979 pubblica il suo primo libro, Il giardino di Abdul Gasazi che viene candidato per la medaglia Caldecott nel 1980. Nel giro di pochi anni sfonda nel mondo della letteratura illustrata raccontando storie di mondi magici che gli valgono svariati premi, fra cui altre due medaglie Caldecott – nel 1982 per Jumanji e nel 1985 per Polar Express – il National Book Award nel 1982 e una candidatura al premio Hans Christian Andersen nel 1986. Nel 1993 riceve la medaglia Regina per il suo lavoro nell’ambito della letteratura per l’infanzia e nel 2012 una laurea in lettere honoris causa dall’Università del Michigan. Di tre dei suoi libri – JumanjiPolar ExpressZathura – vengono realizzati adattamenti cinematografici di grande successo. ↩︎
Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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