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La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

Quando attraversi il bosco della fiaba, sei sospeso nel tempo e nello spazio, senti i suoni della foresta, l’ascia del taglialegna, lo scricchiolio della porta.

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato un albo illustrato straordinario che ci accompagna nel bosco di una delle Fiabe più noir della tradizione classica.

Si tratta di:

C’è spazio nella contemporaneità per il C’era una volta?

Raro è saper illustrare una fiaba e ancora più raro è saperla calare nella contemporaneità. Qui leggere non è solo un piacere legato alle parole: qui leggere è anche saper guardare.

Anthony Browne interpreta a livello iconico la Fiaba classica di Hansel e Gretel come solo lui sa fare, senza tradirla, ma facendola viaggiare nella macchina del tempo e trasportandola negli anni ’50 del Novecento.

Ne esce una versione mirabile che mantiene gli aspetti simbolici della fiaba originale e apre interessanti riflessioni.

Le illustrazioni dell’autore britannico (vincitore dell’Hans Christian Andersen Award) sono sempre potentissime e nulla è mai lasciato al caso: interessante è andare alla ricerca di indizi, inferenze, collegamenti con l’arte e omaggi artistici. Ci sarebbe da trascorrere ore sulle illustrazioni insieme ai ragazzi guardandole nei minimi dettagli: radici dalle forme umane, tronchi che paiono volti… ma non voglio svelare di più, perché qui sta anche la cifra di Anthony Browne e perché le sue illustrazioni offrono sempre una narrazione che va oltre il testo.

A cominciare dagli interni sporchi, disordinati e fatiscenti della casa che contrastano con l’abbigliamento pretenzioso della matrigna ed esplicitamente con il mobile della camera da letto zeppo dei suoi costosi profumi e cosmetici.

Donna dall’espressione anaffettiva, che Browne rappresenta con tanti tratti che rimandano in crescendo, fino a diventare espliciti, a quelli della strega. Poi c’è il bosco, il luogo cupo e inquietante in cui i bambini si ritrovano soli e sperduti, con gli alberi contorti e nodosi, dalle fisionomie quasi umane, occhi, braccia e mani che sembrano partecipare al viaggio senza ritorno dei due. E infine la casetta di marzapane, il bonbon che dietro tante golosità nasconde la trappola dell’orrore, la prigione dove dovrebbe consumarsi il delitto più infame immaginabile. In ogni tavola dominano i colori giallastri e marroni scuri, presagio di una tragedia che sembra inevitabile, ma che Gretel come è noto, scongiura con astuzia. Ed è allora che il mondo torna luminoso e ancora accogliente.

Un classico reso contemporaneo da un grande autore che merita, nonostante la crudeltà della trama, di essere letto con lentezza.

D’altronde stiamo parlando di uno dei grandi maestri dell’illustrazione internazionale contemporanea, autore di opere spiazzanti e sorprendenti (e anche in questo suo intenso lavoro non ci delude).

La versione ripresa della popolare fiaba è quella originale e integrale dei Fratelli Grimm del 1857, a cui Browne si è mantenuto sostanzialmente fedele. Soprattutto, non ha effettuato operazioni di censura: anzi, le sue illustrazioni vanno a rafforzare i significati simbolici profondi di questa fiaba. La trasposizione in un passato non troppo lontano non fa che renderla ancora più potente, mostrando la capacità della fiaba di raccontare la vita, qualunque sia il contesto storico.

Un albo inesauribile, ad ogni nuova lettura si troverà uno spunto nuovo, si noterà un dettaglio prima rimasto velato, per offrire uno slancio all’immaginazione senza pari.

Non dimentichiamo poi che in Anthony Browne (come solo nei più Grandi) troviamo sempre la pacata consapevolezza che a bambini e ragazzi vada sempre offerto il meglio, coniugando qualità ed eleganza, finezza espressiva e stupore.

Come scrive Walter Fochesato sulla Rivista Andersen (Settembre 2022): “un perfetto esempio di pedagogia-nera“.

La ciliegina finale ce la dà ricordandosi della filastrocca finale:

Il mio racconto è finito, il topo è fuggito, acciuffalo in tutta fretta, se vuoi farti una pelliccetta.

“I bambini sono assolutamente capaci di affrontare tutti i tipi di storie; sono gli adulti che si sentono minacciati dall’oscurità nei libri per bambini” (Anthony Browne).

Un albo che toglie il fiato.

Fuoco fatuo

fiamma leggera

luci ed ombre

sul far della sera.

Il focolare è pronto

e si tinge di blu

se adesso hai paura

ne avrai di più!

Per quale età? Direi, dagli 11 anni.
AhimèNessun ahimè… è un capolavoro.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture paurose.

A presto…

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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