IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

Che molti degli incubi dei bambini escano dagli armadi è ormai cosa acquisita, che poi si rivelino creature per cui provare simpatia, è tutto un altro paio di maniche!

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato un albo illustrato che è ormai un grande classico, un fondamentale, un irrinunciabile..

Si tratta di:

Titolo: Una strana creatura nel mio armadio

Autore e Illustratore: Mercer Mayer

Traduzione: Gabriella Manna

Casa Editrice: Kalandraka

Tipologia: Albo illustrato

Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1968

Il titolo originale era There’s a Nightmare in my closet (uscito nel 1968 e che suona ben più inquieto, e inquietante), poi pubblicato in Italia nel 1989 (con il titolo un po’ edulcorato Brutti sogni in ripostiglio), nella Collana “un libro in tasca” delle Edizioni EL. Si presentava come un tascabile, piccolo formato e in brossura.

Da quel lontano 1989, torna sugli scaffali dopo 26 anni, grazie alla casa editrice Kalandraka, in copertina cartonata e nell’originale gran formato made in USA (cit. Walter Fochesato).

Si tratta di una storia notturna, forse proposta molte volte, ma qui realizzata con una maestria rara. Tutto si gioca all’interno di una stanza. Come in tutte le storie ben raccontate, gli eventi che si succedono non giungono a nessun compimento definitivo. Il buio dello sgabuzzino continua a evocare immagini di mostri e le soluzioni che si trovano sono sempre temporanee. Si legge così, col fiato sospeso, si girano le pagine cercando una rassicurazione che arriva solo in parte. È un libro che apprezzo molto perché non persegue un finale che consola e rassicura, ma lascia con quel brivido di incertezza e di mistero che è caratteristica di tutta la buona letteratura.

Nel 2026, la Giuria della 35 edizione del Premio Andersen (nazionale) ha deciso di assegnare il riconoscimento di Miglior Libro mai premiato 2016 a “Una strana creatura nel mio armadio” di Mercer Mayer,  traduzione di Gabriella Manna, “per l’importante e atteso ritorno di un piccolo classico nel campo degli albi illustrati. Per le raffinate illustrazioni che, nel loro fitto e allusivo tratteggio, creano un mirabile rapporto con il testo. Per una storia lieve e al fondo sorridente, capace de incantare e invitare alla riflessione”.

Mercer Mayer è uno degli autori e illustratori più amati e prolifici della letteratura per l’infanzia americana.

Creatore di due intramontabili collane di albi illustrati, Little critter e Little monster, Mayer ha alle sue spalle una lungimirante carriera iniziata negli anni Sessanta e più di 300 titoli pubblicati.

Ci troviamo di fronte alla storia del piccolo Mercer e della sua paura infantile, che allo stesso tempo diventa un incubo universale e comune ad ogni bambino del mondo. Infatti, come ricorda l’autore: “È una storia vera. Quando ero bambino avevo paura del buio. Prima di andare a dormire, dovevo chiudere l’anta dell’armadio. Bisogna sentire il click dello scatto della serratura se il mostro sta uscendo. Se poi lo senti durante la notte, sai che devi correre”.

Scrive Walter Fochesato: “Il rapporto tra testo e illustrazioni è mirabile, capace di creare dapprima una felicissima situazione di suspence e poi di anticipare quel che accadrà. […] Magistrali le prime tavole in cui Mayer si affida ad un tratteggio fitto e insistito (prossimo a quello sendakiano) e a colori freddi e, mi si passi il termine, acri. Da vedere poi la finestra aperta con la tenda sollevata dal vento (quasi una presenza ectoplasmatica) che lascia intravedere un piccolo paesaggio di alberi e un cielo verdognolo dove man mano (altro topos di alcuni grandi picturebooks) la luna trascorre e par quasi dettare i tempi della storia.”1

Al momento della pubblicazione, la critica lo accolse con freddezza paragonandolo superficialmente al grande classico di Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi (trad. it. di Where the wild things are). D’altra parte, questo fatto contribuì a dare grande visibilità all’albo, trasformando anche Una strana creatura nell’armadio in un’opera fondamentale della letteratura per l’infanzia.

Al momento Mercer Mayer continua a praticare la sua passione, dedicandosi soprattutto ad illustrare e scrivere le storie di Little Critter, ma rimanendo fedele ai suoi principi creativi e alla sua maggiore ispirazione: “La maggior parte dei miei libri riguardano fatti che mi sono successi quando ero un bambino. Ora sono un bambino cresciuto e scrivo di fatti che accadono in questo momento, specialmente con i miei figli e nipoti. Riescono sempre a ricordarmi cosa significa essere piccoli”.

Liberate i mostri dall’armadio.

Peccato che in Italia, di questo grande autore, pochissimo sia arrivato…

Fuoco fatuo

fiamma leggera

luci ed ombre

sul far della sera.

Il focolare è pronto

e si tinge di blu

se adesso hai paura

ne avrai di più!

Per quale età? Direi, dai 4 anni.
Ahimè…Forse il titolo: avrei mantenuto l’inquietudine di quello originale che qui purtroppo si perde del tutto (scelta editoriale quanto mai infelice).

E la traduzione: ineguagliabile la traduzione ‘storica’ di Lughi, tiene in ombra questa recente.

Per il resto… è perfetto così.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture.

A presto…


  1. Walter Fochesato, in Andersen; gennaio-febbraio 2016, pag. 41. ↩︎
Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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