IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

Che fare di fronte alla tristezza e alla noia? Perché non giocare a nascondino, propone Cy? E in quale luogo migliore se non nel bosco?

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato un albo illustrato dalle atmosfere ovattate, silenziose, dense di non detti e interrogativi. Una foresta di significati estremamente perturbanti, attraversati con un uso sapiente sia della parola che delle illustrazioni. Un albo straordinario, come tutti quelli di Anthony Browne.

Si tratta di:

Il nascondino diventa sempre più gioco e sempre più realtà temuta; non è forse un’esperienza potentissima e reale, seppur ludica, di abbandono, solitudine, gestione della paura e timore di non essere trovati?

Scrive Alessia Napolitano:

“L’albo illustrato, il vero albo illustrato, è un equilibrista: tiene teso il nostro sguardo fino a quando sul filo non restano che le ultime parole, l’ultima figura.
Antony Browne, tra i più importanti autori di albi illustrati, sa come disegnare il filo delle storie. C’è qualcosa di vibrante nei suoi libri, una tensione narrativa che potremmo definire inquieta.”

Due bambini, Poppy e Cy, hanno perduto il loro cane. Sono tristi e non sanno come passare il tempo. Cy propone di giocare a nascondino, Poppy è d’accordo. Uno, due, tre, quattro… Il lettore deve giocare a nascondino con Poppy e Cy. Cosa si nasconde nel bosco?

Il bosco per Anthony Browne diventa sempre qualcos’altro, il luogo dove i bambini sperimentano la propria solitudine, il proprio dolore o la propria disperazione. In questo albo il gioco del nascondino è doppiamente simbolico: Cy si è nascosto così bene che Poppy non riesce a trovarlo e Goldie, il loro cane, è lì fuori da qualche parte.

L’inquietudine, come sempre negli albi di questo straordinario autore, diventa la condizione necessaria per trovare una rassicurazione, la chiave con cui il doppio registro narrativo, senza sforzi, mescola conscio e inconscio.

La storia si svolge al tramonto. Le ombre sono lunghe, scure, ma il cielo è terso in questa bella sera d’autunno. Pare di percepire l’aria pungente.
Il bosco, sebbene così nitido e luminoso, resta un luogo misterioso, pieno di ombre, di giochi di luce: i rami, le radici e la corteccia degli alberi sembrano o celano volti, animali, addirittura cose.

Anthony Browne con l’albo illustrato “Nel bosco” ci aveva già chiesto di guardare meglio, di restare vigili, ma qui l’invito è ancora più esplicito: il lettore deve giocare a nascondino con Poppy e Cy. Cosa si nasconde nel bosco? Per Anthony Browne il bosco è come una seconda dimensione, un paesaggio peculiare dove si esercitano forze potenti, il luogo del nascondimento per eccellenza. Ed è lì che bisogna inoltrarsi per capire, sentire, percepire la natura umana, quella delle cose e perfino la ieraticità dei manufatti.

Il gioco del nascondino è un gioco antico, forse il gioco simbolico più antico di tutti, quasi un rito iniziatico. C’è una preda, c’è un cacciatore e c’è una tana, quella che ti salva e ti libera, e quella dove ti nascondi, ma che non ti può tenere al sicuro per sempre. Nel libro di Anthony Browne, il lettore interpreta entrambe le parti – quella del cercatore e quella della preda – perché è questo che fa la Letteratura, ci dà la possibilità di sperimentare e scambiare i ruoli, di attraversare i boschi, da quelli delle fiabe a quelli degli albi.

Anthony Browne però non ci lascia mai senza un lieto fine; per questo autore le storie sono un dono, un luogo dove coltivare la speranza, ma come per le fiabe, non è possibile giungere ad una conclusione risolutiva senza aver intrapreso il cammino del bosco, letteralmente. Bisogna avere paura, addentrarsi nel profondo di noi stessi, perdersi per ritrovarsi. In principio si sta sulla soglia (come i due bambini restano sull’orlo della cornice della terza tavola) si ascolta, si valuta, si sta in attesa, si trattiene il fiato. Poi il gioco inizia.

Ma quando il gioco finisce viene da chiedersi: chi stava cercando chi? Quanto la paura di Cy di non essere trovato era dovuta ad un rapporto empatico con il cane perduto? Sono le domande aperte e lasciate sottese a fare di questo albo un libro degno di essere sfogliato con attenzione.

Lo sfondo della tavola finale crea l’ultimo potente spaesamento della storia: quella corsa dei due bambini verso la casa-roulotte, parcheggiata in un bosco dietro ad un palazzone di periferia, pone nuovi dubbi, suggerendo una prospettiva diversa rispetto a quanto ci aveva raccontato la prima tavola. Il nostro sentire cambia radicalmente e mette in luce qualcosa su cui inizialmente non avevamo posato lo sguardo. Senza dare troppe spiegazioni, ma solo attraverso un’illustrazione vivida, potente e precisa…

Antony Browne ci invita ad osservare la realtà con occhi più attenti.

Un autore eccelso, che ci racconta sempre un’infanzia molto autentica: questa è una dialettica nei libri di Anthony Browne straordinaria, che fa di questo autore un grandissimo talentuoso.

Fuoco fatuo

fiamma leggera

luci ed ombre

sul far della sera.

Il focolare è pronto

e si tinge di blu

se adesso hai paura

ne avrai di più!

Per quale età? Direi, dai 9 anni.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture.

A presto…

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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