La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«Era sempre impegnata con qualche incantesimo o a escogitare piani per infastidire gli animali».
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato un libro illustrato. Non è un albo illustrato e non è un romanzo, ma una bellissima raccolta di racconti esilaranti sulla convivenza bizzarra tra la strega e gli animali del bosco. Un grande classico della letteratura olandese.
Si tratta di:
Titolo: La strega Paturnia
Autore e Illustratore: Hanna Kraan e Ill. Annemarie Van Haeringen
Traduzione: Paola Romagnoli
Casa Editrice: Lupoguido
Tipologia: Libro illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1990
Il libro di Hanna Kraan nasce agli inizi degli anni ’70 come feuilleton (o romanzo d’appendice) pubblicato a puntate per una rivista di letture per bambini e che diverrà un romanzo (premiatissimo) nel 1990.
Il titolo originale era: “Chi ha paura della strega cattiva?”
Come mai, quindi, la strega da cattiva è diventata Paturnia? Ce lo spiega la sua traduttrice, Paola Romagnoli:
“L’aggettivo olandese ‘boze’ (riferito alla strega) può essere tradotto con ‘cattiva’, naturalmente, ma risulterebbe riduttivo nei confronti di un personaggio così sfaccettato. Le illustrazioni stesse non mostrano mai una donna ghignante o malvagia, piuttosto triste, pensosa e molto spesso contenta. Quella della strega è più un’identità umorale. È inversa, di malumore, persino pasticciona. E lo è in quel modo misto di malinconia, rabbia, tristezza, noia, che è anche una condizione dell’infanzia. ‘Paturnia’ è dunque un nome proprio che ne definisce l’umoralità, ma anche la vulnerabilità.
È un termine desueto (bello da recuperare!) che ben si adatta a racconti senza tempo come quelli di Hanna Kraan.
Sono 18 le storie contenute e ambientate in un bosco dove i personaggi animali sono alle prese con le intemperanze di una strega impulsiva e capricciosa, non a caso di nome Paturnia.
“Nomen omen, come si suol dire. La protagonista, infatti, è precipitosa ed eccessiva e riversa sugli abitanti del bosco tutti i suoi malumori e le sue furenti arrabbiature: trasforma i conigli in pigne, i rovi di more in ortiche e le lepri in scoiattoli… salvo, poi, far ritornare tutto a posto, non appena è sbollita la rabbia”.
“Brutta bestiaccia che non sei altro! Ti trasformerò in un bruco peloso!”
“Se posi ancora un solo sguardo sulla mia scopa, ti trasformo in uno scarabeo del letame”
“Ora che la strega ha ricominciato a fare gli incantesimi, è finita la pace”
“Anche la noia” aggiunse la lepre.
Illustrazioni di Annemarie Van Haeringen – Alcuni interni
I personaggi sono spiritosi e inducono il sorriso poiché si comportano tutti più o meno impulsivamente, cercando poi di rimediare: lepre ruba il libro degli incantesimi di Paturnia e colora di verde i conigli del bosco, Riccio nasconde la scopa della strega per costruire una capanna in mezzo al bosco… la stessa Paturnia ride e sghignazza e il suo imprecare rabbioso è molto ridicolo, ma perfettamente intonato al personaggio:
«Uiuiui»
Fotografie di Patrizia Lalli – Alcuni interni
Le avventure si muovono in un leggero mondo fantasy, tra sciarpe che fanno scomparire e torte di mele fumanti e le illustrazioni di Annemarie Van Haeringen si intonano perfettamente a questo mondo fantastico e quotidiano.
Imprevedibile, brontolona e lunatica. Il bosco senza di lei sarebbe davvero un posto migliore?
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.