«Era un po’ che l’anatra aveva una strana sensazione. “Chi sei, e perché mi strisci alle spalle?” domandò. “Finalmente te ne sei accorta” disse la Morte. “Io sono la Morte”».
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato un Albo illustrato intenso, pietra miliare del panorama mondiale della Letteratura per l’infanzia. Indiscusso capolavoro di Wolf Erbruch.
Si tratta di:

Titolo: L’anatra, la morte e il tulipano
Autore e Illustratore: Wolf Erlbruch
Traduzione: Viola Starnone
Casa Editrice: E/O
Tipologia: Albo illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 2007
Difficile recensire un albo illustrato e una storia così potente. Qualunque cosa si possa dire, si ha la sensazione di sgualcirlo.
Molto è stato scritto e molto forse è ancora sfuggito, ma così deve essere. Questa storia deve rimanere inafferrabile, perché qui sta il suo mistero. Il mistero della vita, impalpabile e indicibile.
Così, cercherò di dire il meno possibile, perché questo albo, a mio avviso, andrebbe contemplato e perché dice già tutto nascostamente (cit. Alessia Napolitano1).
Quando ho avuto tra le mani per la prima volta questo albo, la sensazione è stata la stessa che ho provato davanti alla Cappella Sistina dopo il grande restauro: stupore, meraviglia, commozione. Sono rimasta senza fiato, quasi al cospetto di una rivelazione.




Lui è Wolf Erlbruch, l’autore-illustratore tedesco, Premio Andersen 2006, che continua ad offrire ai bambini, e ai lettori di ogni età, autentici capolavori.
Qui illustrazioni e parole si fanno rarefatti, quasi timidi, perché il tema che Erlbruch svolge richiede silenzio, come il dolore e la poesia.
L’anatra è terrorizzata da quell’incontro: sa cosa significa. Ma la Morte «in fondo era gentile, anzi molto gentile», e stringe tra le mani un tulipano. Si parlano, l’anatra e la Morte, e imparano a conoscersi a poco a poco. Giocano insieme. L’anatra fa domande importanti. Le stesse che si pongono i bambini di fronte ai grandi misteri della vita.
«Certe anatre dicono che si diventa angeli e si sta seduti sulle nuvole e si può guardare la terra dall’alto», dice l’anatra. «Possibile», risponde la Morte. «Certe anatre dicono anche che nelle viscere della terra c’è l’inferno, dove si finisce arrostite se non ci si è comportate da brave anatre». «E’ sorprendente ciò che vi raccontate voi anatre. La verità è che non lo sa nessuno», replica la Morte.






La Morte. Non inflessibile Signora che recide con la sua falce affilata, ma Compagna di un attimo, grande Consolatrice che prova pietà, e tristezza, per l’amica ormai priva di vita. «Hai freddo?» le aveva domandato l’anatra coricandosi su di lei per scaldarla. Un’immagine così merita da sola un tulipano rosso, e il nostro inchino.
E’ tutto qui il coraggio di Erlbruch: mai sfuggire ai profondi perché? dei bambini, mai offrire risposte banali.
… la Morte quasi si rattristò, ma così era la vita.
Un albo che non nasconde mai la verità.
Fuoco fatuo
fiamma leggera
luci ed ombre
sul far della sera
Il focolare è pronto
e si tinge di blu
se adesso hai paura
ne avrai di più!
| Per quale età? | Direi, dagli 11 anni (e oltre). |
| Ahimè… | Nessun ahimè… è perfetto così. Un capolavoro. Un unicum. Un diamante. |
| Suggerimento | Non usiamolo. Leggiamolo e basta. E facciamoci lettori attenti. |
Allora, non mi resta che augurarti buone letture.
A presto…
- Invito a leggere la recensione che ne fa Alessia Napolitano che sapientemente, e a mio avviso in maniera perfetta, ci restituisce i significati profondi di questo albo straordinario: https://www.radicelabirinto.it/lanatra-la-morte-e-il-tulipano/
↩︎

