IL MIO BLOG

La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

«Il pulmino è rimasto bloccato per neve. LA NEVE? Non ho voglia di restare a letto! »

(da Giorno di neve)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato, dietro una catasta di legna, un albo illustrato di grande bellezza, che racconta il primo incontro con la neve e lo stupore che questo genera nel piccolo protagonista.

Si tratta di:

Ci sono albi che raccontano storie molto delicate nei sentimenti, che ci portano dentro uno sguardo autentico di infanzia, dentro altri ritmi e che ci restituiscono la dimensione riflessiva dell’infanzia (che manca tanto oggi negli albi illustrati).

Qui possiamo trovare un ritmo lento, assolutamente atipico rispetto a quello a cui sono abituati i bambini contemporanei, soprattutto audiovisuali; a volte potrebbe risultare anche destabilizzante per loro incontrare storie e illustrazioni come queste.

Una storia dolce, silenziosa e permeata di quella sopita lentezza che suscitano i giorni di neve. Illustrazioni grigie come ci si aspetta da un giorno di neve, ma riscaldate dalla delicatezza della storia.

Tra le più raffinate e affermate voci d’arte nel panorama letterario internazionale, certamente la più riconosciuta in Giappone, Komako Sakai oggi rappresenta una pietra miliare dell’illustrazione per l’infanzia.

Un’artista che si è lasciata ispirare dalla bellezza della verità esistenziale, cogliendo l’invito all’osservazione dell’infanzia sin dalla nascita: un lavoro contemplativo, tipico delle grandi menti, che si libera attraverso un tratto che si è reso sempre più libero nel tempo, avvicinando con incredibile saggezza stilistica, l’intento narrativo ai grandi temi della crescita, senza del resto lasciar trasparire alcuna finalità specificatamente pedagogica.

Le sue tavole offrono una grande opportunità ai bambini, già in età prescolare, di confrontarsi con un segno molto diverso da quelli a cui sono abituati, a partire dal codice cromatico di questa storia che non ha nulla a che vedere con i colori sgargianti, fluo, dai contrasti forti, tipici nell’editoria contemporanea.

Da un’intervista raccolta da Rita Valentino Merletti:

Mi parli della sua scelta di creare libri per bambini molto molto piccoli.
Quando penso a una storia per bambini piccoli, cerco consapevolmente parole semplici e frasi brevi. Mi rende felice trovare linee semplici che vanno dritte al cuore. Per esempio, alcune cose dette dai bambini sono sorprendenti, poetiche: quando le incontro le butto giù subito sul mio taccuino, per non perderle.

lI suo libro (Akiko e il palloncino, Babalibri) è stato scelto dalla giuria “per aver saputo creare una storia a misura di bambino, non rinunciando alla ricchezza dei dettagli, all’eleganza della composizione grafica e alla capacità di evocare, attraverso le immagini, significati profondi”. Può commentare questa motivazione?
Quando scrivo o disegno un picturebook, io guardo sempre a come ero da bambina. O meglio, è come se la me stessa bambina vivesse ancora dentro di me, e io stessi parlando a lei. Faccio questo così spesso che comincio a pensare di non essere poi così diversa dagli altri bambini. Certo, quando incontro un bambino vero, sono stupita da quanto siamo differenti. Sono piccoli, morbidi e chiacchierano seduti in strane posizioni. Trovano giochi interessanti da fare. Il loro sudore ha un odore diverso da quello degli adulti, le loro risate sono come palline che rimbalzano, e piangono con ferocia. Guardando al bambino dentro di me e guardando a quello reale, penso che in realtà siano la stessa cosa. E questo mi rende capace di creare picture books. I bambini piccoli sono molto diversi gli uni dagli altri, ma anche così uguali sotto certi aspetti. Questa è la cosa speciale della stagione dell’infanzia, quella che amo di più, tanto da volerla far durare così a lungo.

(da LiBeR n. 107, Luglio – Settembre 2015, p. 24)

La Letteratura crea stupore, ci fa incontrare i momenti particolari e inaspettati, vissuti dai bambini oppure che facciamo vivere ai bambini, come l’incontro con la prima neve. Ci propone tematiche inconsuete, in cui i bambini possono scoprire la vita da un altro punto di vista: il bambino che osserva, in questo caso il gustarsi un giorno di neve.

Qui c’è la logica del bambino quando scende la neve: il bambino osserva, è riflessivo, vuole giocare, vuole provare. Così, questo albo riflette tutto questo suo mondo.

Bibliodiversità: una parola da mettere in tasca. Che siano le vostre librerie (domestiche o scolastiche) le prime gallerie d’arte che un bambino può incontrare. E a fianco dell’albo illustrato, proponiamo anche le gallerie delle parole, che non hanno immagini subito esplicite, ma fanno sbocciare immagini dentro di noi. Quindi la narrativa accanto all’albo illustrato: immagini diverse accanto a prose diverse, a parole scelte con cura, a scritture belle, perché quelle coltiveranno in noi degli immaginari interni, che continueranno a far germogliare inferenze su inferenze.

«Educhiamo l’occhio a segni diversi ed esploriamo segni diversi da donare all’infanzia»

Per quale età? Direi, dai 4 anni.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.

A presto…

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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