La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«Un invito a riscoprire pagine letterarie indimenticabili.»
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, sulla riva del lago ghiacciato, un libro illustrato che racconta una storia natalizia (o forse sarebbe meglio dire LA storia natalizia) inquietante e oscura, sempre in bilico, oltre che tra realtà e fantastico anche tra incubo e sogno.
Si tratta di:
Titolo: Schiaccianoci e il Re dei topi
Autore e Illustratore: E.T.A. Hoffmann e Ill. Roberto Innocenti
Traduzione: Alessandra Re
Casa Editrice: Margherita edizioni
Tipologia: Libro illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1816
Pubblicato per la prima volta nel 1816, “Schiaccianoci e il Re dei topi” è una delle opere più conosciute di E.T.A. Hoffmann.
Dalle parole di Anna Castagnoli, che scrive (e quipotete leggere il suo interessante articolo):
“Nel 1838 il racconto di Hoffmann viene tradotto in francese e nel 1844 Alexandre Dumas lo “reinterpreta” (un bell’esercizio di plagio) limandone gli aspetti più inquietanti, e lo pubblica a suo nome. La sua versione resterà a lungo la più conosciuta, e ad essa si ispirerà Tchaïkovski per il suo immortale Schiaccianoci.”
Alcuni tra i più grandi illustratori hanno prestato le loro matite e pennelli a questo capolavoro, tra cui qui cito: Lisbeth Zwerger (1978), Maurice Sendak (1984), il nostro Roberto Innocenti (1996), ognuno dei quali ha donato la propria interpretazione iconica.
(1997)(2015)Illustrazioni di Roberto Innocenti – Alcuni interni
Roberto Innocenti illustra Lo schiaccianoci nel 1996 per l’editore americano The Creative Company Mankato, nel 1997 verrà pubblicato dalle Edizioni C’era una volta… e successivamente ridato alle stampe nel 2015 per la Casa editrice La Margherita.
Il suo lavoro è, come sempre, impeccabile, minuzioso, certosino, scientifico e storico.
La scena in cui Marie vede avanzare i topi nella tenzone notturna, che rappresenta il cuore dello Schiaccianoci di Hoffmann, è così descritta da Antonio Faeti (in Dentro il dettaglio. Le illustrazioni di Roberto Innocenti. Hamelin Associazione Culturale, 2006):
“[…] raffigura Marie, impalpabile soffusa da una luce bonnardiana, che la sospinge verso la pienezza di una cornice onirica, del tutto eterea. Il cavallo a dondolo che le sta di fronte è, del pari, teso al conseguimento di una umbratile evanescenza, mentre i topi sembrano usciti come da un incubo dei tanti che hannomper protagonisti i topi, e gli oggetti sono oggetti di sogno.”
“Quando ci si trova davanti alle illustrazioni di innocenti si è spesso incantati dalla meticolosità con cui riprende i singoli dati della realtà: la prima impressione è quella di una fotografia dove la rappresentazione aderisce perfettamente a ciò che ci aspettiamo di vedere. Eppure una fuga fra le assi di un pavimento, l’ombra proiettata da un giocattolo, un merlo appoggiato su una finestra, tanti piccoli indizi disseminati impercettibilmente qua e là svelano che lo spazio non è affatto costruito su criteri di verosimiglianza, secondo regole geometriche o sistemi di proporzioni.”
In ogni tavola di Innocenti, in ogni prospettiva, in ogni dettaglio, in ogni espressione, siamo con Marie, spalle contro il muro, siamo i suoi occhi e siamo le sue orecchie.
Un lavoro strepitoso quello di Roberto Innocenti, da lasciare senza fiato (più che meritato il Premio Internazionale Hans Christian Andersen ricevuto nel 1992).
(1978)(2003)Illustrazioni di Lisbeth Zwerger – Alcuni interni
Antonio Faeti dedica il saggio Sussurri acquerellati a Lisbeth Zwerger nel Catalogo C’era una volta. Gli acquerelli di Lisbeth Zwerger per a grande mostra dedicata all’illustratrice organizzata nel 1990 a Bologna, negli spazi del Museo Civico Archeologico.
A proposito de Lo schiaccianoci, Faeti scrive:
“Lo Schiaccianoci hoffmanniano, introdotto da un omaggio a Larsson più dichiarato e vistoso di altri, trova subito il ritmo narrativo che più gli conviene, (già) nella seconda tavola.
[…] In queste tavole la Zwerger non ha ancora raggiunto la limpida essenzialità del suo momento “giapponista”, le tavole sono anzi gremite, piene di effetti, trasformate in platee. Qua e là si avverte anche il peso di una incertezza grafica. Ma il rapporto stabilito con Hoffman stupisce per la capacità di lettura.”
1984Illustrazioni di Maurice Sendak – Alcuni interni
Anche Sendak si confronterà con il grande Classico. Il suo lavoro, però, lo realizzerà per le scene del balletto Lo Schiaccianoci di Peter Ilyich Tchaikovsky.
“La mia reazione immediata alla richiesta di disegnare Lo Schiaccianoci fu negativa. L’offerta arrivò all’inizio del 1981, da Kent Stowell, il direttore artistico del Pacific Northwest Ballet. Ne fui lusingato, ma le mie ragioni per dire di no erano molteplici e precise. Tanto per cominciare, chi al mondo aveva bisogno di un altro Schiaccianoci? L’imprescindibile albero di Natale e le sequenze nel Paese dei Dolci erano abbastanza per affondare completamente il mio spirito. […] Infine, e più seriamente, dopo sole tre opere e un musical off-Broadway per bambini, non avevo idea di come approcciare un balletto. Dove avrei trovato il tempo per disegnare una gigantesca produzione – due interi atti e più di 180 costumi? Naturalmente l’ho fatto.
Così Maurice Sendak racconta l’inizio della sua collaborazione per una delle più visionarie e celebrate produzioni del ballettoLo Schiaccianoci di Peter Ilyich Tchaikovsky, ancora oggi rappresentata sul palco della Seattle Opera House in occasione delle feste natalizie, a ventotto anni dal suo debutto nel dicembre del 1983. […] l’immaginazione di Sendak sembra ricucire lo strappo che separa l’opera originale dalla sua derivata, restituendo al pubblico forza immaginifica e bizzaria da un lato, e dall’altro allegria e leggerezza.”
“Pur non volendo eludere la partitura, Sendak e il coreografo Stowell recuperano nel proprio allestimento moltissimi elementi del racconto originale: lo fanno scegliendo di ambientare il balletto all’epoca di Hoffmann e utilizzando con grande perizia numerosissimi dettagli visivi, costumi, oggetti, arredi, che raccontano una loro storia, parallelamente alla musica e alla danza. Il minaccioso Re dei Topi fa capolino fra le scenografie e come giocattolo in mano al fratellino dispettoso Fritz. Tre invitati mascherati mimano a passo di danza la storia della principessa Pirlipat.
Sendak dimostra, come anche nelle sue illustrazioni, una grande capacità di giocare con le proporzioni, e soprattutto con le grottesche sproporzioni dei personaggi simil-umani, come la tigre della danza cinese, i soldatini, i topi del serraglio del Re ratto dalla molteplici teste, i cui costumi rendono ancora più strabiliante la grande abilità dei danzatori del Pacific Northwest Ballet.”
“La storia è pervasa di romanticismo e questo significa che tra le pagine immortali di Hoffmann, affiora ad ogni passo la magia e il mistero che ci circonda. Le ombre e le luci, concorrono entrambe a dipingere la storia: cosi i luoghi della casa più remoti, come i solai, le superfici sotto i mobili, le scale, diventano teatro di intrighi e potere provocando nei lettori o negli ascoltatori, il sentimento del perturbante, ovvero il sentimento che ci colpisce quando ciò che sembrava famigliare diventa improvvisamente sconosciuto e pauroso. Ma attraversata la paura, un impero scintillante di bellezza si spalanca davanti a noi: leccornie, giocattoli, candele, tappeti e allegre fiamme scoppiettanti ci diranno che è proprio Natale.”
Un racconto che io amo molto proprio perché inserisce l’elemento del perturbante. Il perturbante è un sentimento cruciale nella Letteratura per bambini e ragazzi. È l’oscurità che nasconde tesori. È attrazione e repulsione, il desiderio che muove la conoscenza2. Un racconto di luci e di ombre che affascina i ragazzi, ma anche gli adulti, e che può far muovere il mondo onirico.
Abbiate il coraggio di presentare anche il perturbante ai ragazzi.
«La buona Letteratura è un bosco di significati detti nascostamente»
(Alessia Napolitano)
Per quale età?
Direi, dai 13 anni.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Un Classico. Un capolavoro.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
A presto…
Dentro il dettaglio. Le illustrazioni di Roberto Innocenti. Hamelin Associazione Culturale, 2006 ↩︎
Se vuoi approfondire Il Perturbante nella Letteratura per l’infanzia, consiglio il bellissimo Corso che Alessia Napolitano ha dedicato a questo argomento: lo trovi QUI. Un percorso unico nel suo genere che affronta, per la prima volta in modo specifico, un aspetto della letteratura per bambini e ragazzi ancora poco indagato. ↩︎
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.