Tic, Tac, Tic, Tac…
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino è uscito al calar della sera e ha fiutato un piccolo romanzo (o racconto lungo), emozionante, spaventoso, romantico e avvincente.
Si tratta di:

Titolo: L’orologio meccanico
Autore e Illustratore: Philip Pullman e Ill. Peter Bailey
Traduzione: Maria Bastanzetti
Casa Editrice: Salani
Tipologia: Romanzo
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1996
Era già arrivato in Italia nel 2003 con Mondadori negli Shorts, poi uscito da catalogo e recuperato da Salani nel 2021.
La penna è quella del maestro del fantasy che non sbaglia un colpo, Philip Pullman. Cosa dobbiamo dire? Nulla. C’è solo da togliersi il cappello.
Una fiaba dal sapore gotico fatta di principi, automi, guerrieri meccanici e bambini perduti; una storia che, come gli ingranaggi di un orologio, si allontana dalla traccia principale solo per incastrarsi perfettamente in un congegno narrativo superbamente cesellato.
È una fredda notte d’inverno quando Karl entra alla Taverna del Cavallo Bianco, con l’aria di aver ingoiato una nuvola temporalesca. Il suo compito finale come apprendista orologiaio è quello di creare una nuova figura meccanica per il grande orologio che svetta con orgoglio nella piazza della cittadina di Glockenheim (immagina gli orologi delle città tedesche, come il famoso Orologio astronomico di Praga). Il giorno successivo dovrebbe mostrare a tutti la propria creazione… se solo ne avesse costruita una, se solo fosse stato in grado. Lì incontra Fritz, giovane scrittore, e anche lui ha un segreto: non ha finito di scrivere il racconto che si appresta a leggere in pubblico, ma spera che, una volta cominciato, il finale arrivi da sé, mosso dagli inesorabili meccanismi che regolano gli orologi e le storie…
Scrive Carla Ghisalberti nel suo Blog Lettura Candita: “Il cuore, bisogna dirlo, di questo mirabile racconto lungo è rappresentato dalla meccanica: la meccanica degli orologi, la meccanica degli automi, la meccanica del racconto. Orologi e automi meccanici, espressione del meccanicismo sei-settecentesco, funzionano alla meraviglia grazie al movimento di leve, di molle e di ruote incastrate l’una nell’altra. Una volta avviato il meccanismo, esso procede autonomamente, esattamente come un racconto, in cui, date le premesse, lo svolgimento non può che procedere verso il necessario finale. Pullman costruisce una piccola storia perfetta, densissima di riferimenti filosofici e stilistici, invita il lettore e la lettrice a seguirlo in un giro di giostra in cui i personaggi entrano ed escono, recitando la loro parte alla perfezione.”

Qui siamo al cospetto di un racconto un po’ noir, che contiene moltissimo perturbante (un sentimento di soglia indagato da Sigmund Freud nel 1918), che vive di alcune caratteristiche principali, tra cui quella dell’automa (l’umano che però non è del tutto umano).
Una scrittura altissima, una scrittura letteraria.
(Fotografia di Patrizia Lalli)
Pronta/o ad avere la pelle d’oca?
Non abbiate paura di spaventare. Le storie che tengono dentro il sangue, l’orrorifico e il grottesco, sono storie che i bambini sentono incredibilmente vive. Le storie che parlano delle profondità, delle cose che stanno nascoste, di tutto ciò che si muove nell’ombra, i bambini le percepiscono. Se pensiamo, per esempio, alle classiche paure dell’armadio che non si chiude del tutto, di ciò che sta dietro la porta, la paura del buio, ecco i bambini possono incontrare queste storie, ma non perché debbano provare paura (perché i bambini provano orrore anche per cose assolutamente inaspettate), ma per incontrare la buona Letteratura, con trame intriganti e ben costruite (e qui stiamo parlando di un autore che in quanto a trame e scrittura la sa lunga).
Leggete le buone storie perché sono buone storie.
Fuoco fatuo
fiamma leggera
luci ed ombre
sul far della sera.
Il focolare è pronto
e si tinge di blu
se adesso hai paura
ne avrai di più!
| Per quale età? | Direi, dagli 11 anni. |
| Ahimè… | Nessun ahimè… è un capolavoro. Lettura impegnativa, consigliata caldamente, per ragazze e ragazzi, dagli 11 anni in poi, che sappiano leggere fra le righe e cogliere tutta la ricchezza di una storia gotica per niente rassicurante. |
Allora, non mi resta che augurarti buone letture perturbanti.


Una risposta
Rapita dalle tue descrizioni Patrizia. Non vedo l’ora di approfondire questi capolavori imperdibili della Letteratura per l’infanzia.
Ormai è diventato un appuntamento fisso sbirciare nel tuo blog.
Grazie mille per questo prezioso lavoro di divulgazione.