Un dialogo senza parole tra un lupo e un bambino.
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato un albo illustrato senza parole dalla tensione crescente e tangibile e in rigoroso bianco e nero.
Si tratta di:

Titolo: Lupo nero
Autore e Illustratore: Antoine Guilloppé
Traduzione: (Nessuna: è un narrative wordless picturebook)
Casa Editrice: Camelozampa
Tipologia: Albo illustrato senza parole
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 2004
L’opposizione, il bianco e il nero: su questo si basa questo narrative wordless picturebook, piccolo gioiello di grafica dai contenuti importanti, che parla attraverso i contrasti.
“Due occhi bianchi, ferini e penetranti si stagliano in copertina su uno sfondo nero intenso: è così che il Lupo nero di Antoine Guilloppé inchioda subito il lettore. C’è qualcosa di ipnotico in quello sguardo netto: un fascino magnetico che sfida ad addentrarsi nel libro, tra le sue tavole in bianco e nero del tutto prive di parole.
L’apparenza inganna e queste pagine, con il loro abile gioco di inquadrature e illusioni percettive, consentono di sperimentarlo a fondo. Bianco e nero, vuoto e pieno, buono e cattivo: Lupo nero fa dei contrasti più essenziali e della loro capacità di rovesciarsi la sua chiave narrativa più potente, che non solo mette a nudo preconcetti e invita a farsi domande, ma amplifica anche l’intimo coinvolgimento di chi legge, facendolo sentire davvero immerso tra quei silenziosi tronchi innevati.” (cit. Elena Corniglia su Liber)1
L’inquietudine, come sempre negli albi di questo straordinario autore, diventa la condizione necessaria per trovare una rassicurazione, la chiave con cui il doppio registro narrativo, senza sforzi, mescola conscio e inconscio.





Quello intagliato con perizia da Antoine Guilloppé (espertissimo nella tecnica del papercutting) diviene un bosco da attraversare tanto fisicamente quanto metaforicamente con spiazzante soddisfazione per lettori di
età anche molto diverse.
Il manto di un gufo, la pelliccia di un ghepardo, le fronde della vegetazione: sono i dettagli che restano impressi nei libri dell’illustratore Antoine Guilloppé (La mia giungla e Pieno sole i titoli tradotti in italiano, per ora). Queste illustrazioni sono ritagliate in modo che il vuoto e il pieno della pagina facciano diventare la carta un pizzo merlettato.
Gli origami in due dimensioni sono la firma che ha reso famoso l’autore, francese classe 1971, ma non rappresentano soltanto un vezzo estetico, una particolarità divertente da guardare. Costringono l’illustratore a pensare a cosa ha tolto, a cosa lascia intravedere della pagina sottostante e soprattutto come disegnerà quella successiva stampata sul retro. Le scelte stilistiche di Guilloppé sono possibili grazie alla tecnologia del taglio laser, in un gioco stimolante tra tecnica e arte. Aggiungendo la variabile della profondità fisica, gli intagli offrono nuovi spunti per ragionare sull’immagine.




Una esposizione quasi hitchcockiana, all’interno della quale il montaggio alternato acuisce un ricercato senso di attesa, qui sapientemente alimentato da una suspense messa in scena con accortezza, pronta a dare respiro a un finale che porta a destrutturare le attese.
Una storia accompagnata anche da una dimensione simbolica: il lupo è nero quando è dentro il bosco e quindi è nell’oscurità, nel buio, nel silenzio; nel momento in cui esce fuori dal bosco, esce alla luce, ecco che si rivela al bambino con il suo manto color bianco.
Guarda il Booktrailer:
Grazie all’assenza di narrazione verbale, i suoni riecheggiano più forti. Sembra di sentire ogni fiocco di neve che cade a terra, i passi ovattati o l’albero che si abbatte al suolo.
Fuoco fatuo
fiamma leggera
luci ed ombre
sul far della sera.
Il focolare è pronto
e si tinge di blu
se adesso hai paura
ne avrai di più!
| Per quale età? | Direi, dai 7 anni. |
| Ahimè… | Nessun ahimè… è perfetto così. |
| Suggerimenti | Proporre ai ragazzi anche l’edizione con le illustrazioni intagliate, perché regala un’esperienza molto suggestiva. |
Allora, non mi resta che augurarti buone letture silenziose.

