La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«Capita di passare più di due settimane su una sola pagina. La scrittura, il disegno e la progettazione generale procedono sempre insieme. In quasi tutte le case editrici c’è più di una persona al lavoro: l’autore, il grafico, l’illustratore, il colorista. Ma alcuni fanno tutto da soli, ci credi?»
(Raymond Briggs)
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, sotto un cumulo di neve, un albo illustrato narrato in forma di fumetto, divertente e irriverente (per la prima volta vediamo un Babbo Natale seduto sul water!), che brilla di ironia, di tenerezza, di anticonformismo e di sincerità.
Si tratta di:
Titolo: Babbo Natale
Autore e Illustratore: Rymond Briggs
Traduzione: Mara Pace
Casa Editrice: Rizzoli
Tipologia: Albo illustrato – Fumetto
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1973
Questo meraviglioso albo illustrato – fumetto (potremmo dire un proto-graphic novel) ha valso la seconda Kate Greenaway Medal a Rymond Briggs, indiscusso illustratore inglese, artista audace e originale, celebre per il suo The Snowman (1978, edito per la Casa editrice Hamish Hamilton, interamente realizzato con pastelli e matite e pubblicato nello stesso anno negli Stati Uniti, dove è stato premiato con il Boston Globe-Horn Book Award), albo che ne ha decretato il successo a livello planetario.
I primi tre picturebook interamente scritti e illustrati da Raymond Briggs sono stati concepiti dall’autore come fumetti e sono stati pubblicati da Hamish Hamilton: Babbo Natale (1973), il suo sequel Babbo Natale va in vacanza (1975) e Fungus the Bogeyman (1977).
Rymond Briggs (1934-1922)
Scrive Elisabetta Cremaschi:
“Quando, nel 1973, fece la comparsa il suo Babbo Natale, considerata dagli studiosi di oggi una graphic novelante litteram, fu una vera sorpresa sotto l’albero per i bambini inglesi.
Quello che presentava Raymond Briggs, con il tratto autorale che segnerà l’inizio della poetica che lo renderà inconfondibile in ogni sua opera successiva, era una Babbo Natale fuori dagli schemi del solito immaginario, piuttosto lontano dal conosciuto Santa Claus, colto nella straordinaria ordinarietà del suo quotidiano.
Sguardo che non togliendogli nulla della tradizionale aura di magia, lo rendeva qui, per l’usualità dei gesti, la famigliarità delle azioni, il continuo brontolare, sotto-narrazione che ne scandisce il tempo comico, se possibile più alla portata di un bambino.
In particolare, quello che racconta Raymond Briggs è il giorno che vede maggiormente occupato il protagonista, il giorno della vigilia di Natale, dal risveglio del mattino al ritorno a casa a tarda notte.
Una casa normale, un letto e la solita sveglia che si vorrebbe ignorare, un gatto e un cane multirazziali, una manifestata intolleranza per il freddo dell’inverno e le azioni di rito da compiersi di primo mattino, sono questi i primi indizi della personalità, come della scelta di vita, che ci vengono offerti nelle prime pagine del racconto di Babbo Natale.
Niente eccezionalità, una vita condotta con decoroso rigore, nessun elfo ad aiutarlo, un quadro alle pareti che ci fa intendere che il signor Babbo Natale potrebbe essere rimasto vedovo o forse chi lo sa e, ancora, cambio di scena, un’incontenibile intolleranza per il freddo, BRRR!”
1973 Copertina Prima pubblicazione per Hamish Hamilton1975 Copertina Prima pubblicazione per Hamish HamiltonIllustrazioni di Rymond Briggs – Alcuni interni
Prosegue la Cremaschi:
“Nelle tavole dei libri di Raymond Briggs, espediente stilistico che troviamo spesso negli autori anglosassoni, certamente in Anthony Browne, ogni dettaglio riveste un significato rappresentativo non casuale.
I muri, in particolare, “parlano”, sono vere e proprie pagine nelle pagine, disseminati di indizi della storia che si sta leggendo, ma anche di possibili storie che verranno.
Non sarà un caso che qui, quelli della casa di Babbo Natale, ospitano poster di città straniere, per lo più località turistiche del sud europa, circondate da un caldo mare.”
Mattoni e tegole rappresentati sempre in modo scrupoloso, sono elementi ricorrenti nelle illustrazioni di Briggs: è difficile pensare a un altro illustratore così dedito alla raffigurazione dettagliata dei muri. Potrei azzardare che forse il nostro Roberto Innocenti non ha eguali in questo senso.
Fotografie di Patrizia Lalli – Alcuni interni
Come possiamo leggere nella monografia a lui dedicata nella splendida Collana The illustrators, voluta e curata niente popò di meno che da Quentin Blake (e argutamente portata in Italia dalla Casa editrice Lupoguido):
In Father Christmas, Briggs utilizzò tecniche che germinavano nella sua opera da tempo: soprattutto l’osservazione della vita domestica e la narrazione sequenza dopo sequenza. Nel desiderio di inserire nella pagina più di quanto consentisse l’albo illustrato convenzionale, ricorse alla striscia umoristica sfruttando le sue innate doti di miniaturista.
Il suo Babbo Natale rompe gli schemi. Fino a quel momento era stato rappresentato come una figura regale e potente: il proprietario di una fabbrica a capo di una squadra di elfi. Briggs si concentrò invece sul fatto che fosse un “Babbo” e modellò il personaggio su suo padre. […] Così quello di Briggs è il primo Babbo Natale operaio, e tutto di lui è coerente: la routine mattutina, il modo in cui si esprime (il suo idiosincratico “sbottare”), la sua cucina, il bagno esterno, le sue opinioni, oggetti e abitudini.
La dedica scelta da Raymond Briggs per questo libro è “A mia Madre e a mio Padre“. Nell’intero racconto, l’unica persona con cui parla Babbo Natale sarà il lattaio, un omaggio dell’autore proprio al padre.
Un albo illustrato finalmente di grande formato, che valorizza le illustrazioni dettagliate di Briggs, il che non guasta mai.
Babbo Natale – Cortometraggio animato pluripremiato e adattamento dei due libri di Raymond Briggs (Babbo Natale e Babbo Natale va in vacanza), con Mel Smith nel ruolo del personaggio principale.
«Un personaggio indimenticabile».
(The Guardian)
Per quale età?
Direi, dai 10 anni.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Un Classico e un capolavoro.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.