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La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

«Facciamo un fantoccio di neve, Papavero?», chiese Violetta. «Lo costruiremo come una bambina: sarà la nostra sorellina con cui potremo giocare per tutto l’inverno».

(da La bambina di neve. Miracolo infantile)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino, mentre la neve scendeva fitta, ha fiutato un racconto illustrato che narra l’infanzia e l’assoluta ed evidente alterità con il sentire, il pensare, il fare del mondo degli adulti.

Si tratta di:

Dalla penna di Nathaniel Hawthorne (1804-1864)1, uno dei padri della Letteratura americana (suoi sono La lettera scarlatta e Il libro delle meraviglie), scaturisce questo racconto (dal sentore fiabesco) che ha il coraggio di farci fare i conti con adulti ciechi e inascoltanti e con uno sguardo all’infanzia assolutamente autentico.

Hawthorne scrisse La bambina di neve. Un miracolo infantile. (Titolo originale The Snow-Image: A Childish Miracle) nel 1850, un racconto contenuto nella raccolta di racconti The Snow-Image, and Other Twice-Told Tales, pubblicata alla fine del 1851.

La storia fu originariamente pensata da Hawthorne per gli adulti e poi adattata per i bambini. 

Venne pubblicata per la prima volta a New York sulla rivista International Monthly Magazine of Literature, Science, and Art il 1º novembre 1850 e venne inclusa in volume l’anno successivo da Ticknor and Fields a Boston.

Illustrazione di Marcus Waterman da un’edizione del 1864.

In Italia è stata pubblicata per la prima volta nel 1900 con il titolo La statuetta di neve, nella raccolta di Hawthorne Racconti del Farwest. Successivamente venne inclusa nella precedente raccolta di Hawthorne Racconti narrati due volte, con il titolo La bambina di neve: miracolo infantile.

Nel 2007, la Casa editrice Topipittori la riporta alla stampa, curandone anche la traduzione, in un bel formato albo e con una copertina telata molto raffinata e delicata, nella collana Fiabe quasi classiche.2

Dalle parole di Alessia Napolitano:

“Un racconto incantato per i bambini che diventa metafora potente per chi desidera ascoltare la voce piccola e delicata dell’innocenza. Le bellezza di questo testo dice di un tempo in cui, pur non esistendo ancora una letteratura per l’infanzia così come oggi la conosciamo, uomini e donne illuminate, sapevano già intravedere nel bambino una creatura in grado di tradurre all’adulto l’invisibile della vita prima della vita. Ed è proprio di questo che parla Hawtorne con il suo racconto: è l’anima, leggera e splendente come la neve, a infondersi nella scultura di ghiaccio che Papavero e Violetta plasmano nel loro giardino, ed è sempre l’anima a lasciare la casa dei bambini quando la creatura di ghiaccio si scioglierà davanti alla stufa. Hawthorne ci chiede di credere non solo ai bambini ma allo spirito che pervade tutte le cose. Una visione straordinaria accompagnata dalle magnifiche tavole dell’artista giapponese Kiyoko Sakata.”

Un finale amaro (e qualche inferenza con Il pupazzo di neve di Briggs potrebbe affiorare nella nostra mente), ma è così che deve essere la vera Letteratura per l’infanzia: onesta e schietta.

Sul Blog di Topipittori leggiamo:

“Un racconto sulla straordinaria forza creativa dell’infanzia, capace di dare forme nuove al mondo. Una giovane artista giapponese, qui al suo esordio, affronta uno dei maggiori scrittori americani dell’Ottocento. E si dimostra all’altezza del compito, riuscendo a rappresentare, in forme magiche ed elegantissime, tutta la grazia e l’energia dell’infanzia.”

Finalmente un racconto illustrato, con un testo corposo scritto meravigliosamente bene. Una prosa elegante e ammaliante con cui nutrire le orecchie e l’anima dei bambini e degli adulti.

«Lasciatevi sedurre da questa lingua ricca, complessa, tornita e dalla magnificenza di un volume raffinato dalla copertina telata e dalle incisioni incantevoli dell’artista giapponese Kiyoko Sakata.»

(Antonella Giuliano)

Per quale età? Direi, dai 10 anni.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.

Un gioiello raro.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.

A presto…


  1. Nathaniel Hawthorne, autore del celeberrimo romanzo “La lettera scarlatta”, nacque all’inizio dell’ottocento ed è considerato uno dei più influenti scrittori americani del periodo insieme a Poe, Melville e Twain.
    Nella sua produzione compaiono anche delle opere di racconti dedicate ai ragazzi. ↩︎
  2. Storie antichissime di bambini avventurosi e ragazzi dal cuore puro, bambine intrepide e ragazze piene di immaginazione, oggetti magici e animali fatati. Racconti dal passato illustrati dagli artisti vsionari del presente. ↩︎
Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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