La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«Un dollaro e ottantasette centesimi. Tutto qui. E sessanta cents erano in spiccioli. Spiccioli risparmiati uno, due alla volta, tirando sui prezzi con il droghiere, il fruttivendolo e il macellaio finché le guance le bruciavano per il velato sospetto di taccagneria che in quel suo puntiglioso mercanteggiare destava nei negozianti. Della li contò tre volte. Un dollaro e ottantasette centesimi. E l’indomani sarebbe stato Natale».
(da l’incipit de Il dono dei Magi)
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, dietro la Roccia del Drago, un racconto illustrato, una piccola, modesta storia dove tutto si muove in un’atmosfera sommessa, sfumata, tenue, quotidiana.
Si tratta di:
Titolo: Il dono dei Magi
Autore e Illustratore: O. Henry e Ill. Lisbeth Zwerger
Traduzione: Luigina Battistutta
Casa Editrice: Edizioni C’era una volta
Tipologia: Racconto illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1906
Lui è O. Henry, grande narratore e padre del racconto breve americano. Tanto adorato dai suoi lettori quanto spesso stroncato dalla critica, conosciuto nel mondo con lo pseudonimo di O. Henry, William Sydney Porter nacque a Greensboro nel 1862 e morì a New York nel 1910. Agli esordi della carriera la scrittura fu solo un’attività secondaria. Per mantenere la giovane famiglia fece mille lavori: farmacista, disegnatore, cantante di un certo successo, contabile; solo in seguito (incoraggiato dalla moglie) cominciò a collaborare sempre di più con il mondo dell’editoria.
Abile disegnatore, O. Henry fondò e diresse dal 1894 anche un settimanale umoristico, “The Rolling Stone”, ma le sue vignette risultarono troppo scomode ai potenti e la rivista fu costretta a chiudere.
Scrisse per quotidiani e settimanali, nell’arco di pochissimo tempo, quasi 400 racconti celebri per essere ricchi di spirito e giochi di parole e per il sapiente uso dei finali a sorpresa. I suoi numerosissimi lettori, infatti, ne adoravano l’umorismo, l’ironia, i personaggi presi dalla strada, il gusto per i finali imprevedibili. E a sorpresa se ne andò, a soli 48 anni, stroncato dall’alcolismo e dai problemi finanziari.
A lui è intitolato un importante premio letterario statunitense, dedicato al racconto breve, che ha visto vincitori scrittori come Faulkner, Capote, King.
Nel 1905 scrive questa short story, Il dono dei Magi, che apparve per la prima volta il 10 dicembre 1905 sul New York Sunday World con il titolo Gifts of the Magi; la prima edizione in volume fu pubblicata il 10 aprile 1906 all’interno della raccolta Quattro milioni (The Four Million).
1989Illustrazioni di Lisbeth Zwerger – Alcuni interni Edizioni Nord-Sud
Nel 1946 viene pubblicato per la prima volta in Italia e successivamente nel 1989 torna alle stampe ad opera delle Edizioni C’era una volta (magistralmente illustrata dal Premio Andersen internazionale,Lisbeth Zwerger, che sceglie questo racconto per apporre il suo meraviglioso segno). Poi scompare… per fare ritorno con la casa editrice Orecchio Acerbo nel 2013.
Ambientata nella New York d’inizio secolo, la storia racconta di due giovani sposi e del sacrificio che ciascuno di loro deve fare per poter comperare all’altro un regalo.
“Una carrellata di sentimenti ed emozioni si avvicendano in questa storia che si configura come un meccanismo ad orologeria, terribilmente perfetta. Alla disperazione da un lato risponde l’amore e la generosità dall’altro. Alla determinazione si avvicenda la fragilità. Dallo stupore si passa alla rassegnazione e su tutto si stende la sottile ironia di O. Henry. Una storia cucita su misura su Della, protagonista eroica, vista nella sua quotidianità fatta di dignitosa povertà, forza d’animo, generosità, trepidazione e, soprattutto, tanta femminilità.”
2013Illustrazioni di Ofra Amit – Alcuni interni Orecchio Acerbo
Le tavole dell’illustratrice israeliana Amit1, a differenza di quelle della Zwerger, hanno un tocco orientale, giocato in calde tonalità di verde e rosso, che richiamano le stelle di Natale dei risguardi.
Fotografie di Patrizia Lalli – Alcuni interni
“I Re Magi, come sapete, erano uomini saggi, incredibilmente saggi, che portarono dei doni al Bambino nella mangiatoia. Sono stati loro a inventare l’arte di fare regali a Natale…
E io qui vi ho raccontato, per quanto in modo goffo, l’ordinaria storia di due sciocche creature che, in modo tutt’altro che saggio, sacrificarono l’una per l’altra i più grandi tesori della loro casa.
Ma lasciatemi rivolgere un’ultima osservazione ai saggi dei nostri giorni: tra tutti coloro che danno e ricevono regali, l’uomo e la donna di cui vi ho raccontato sono i più saggi. Sono loro i Re Magi.”
(O. Henry)
Jeanne Crain nel ruolo di Della in una scena del film, 1952
In questo racconto possiamo trovare il vero senso del Natale.
«Il dono splende nel momento in cui viene donato con cuore sincero»
(Alessia Napolitano)
Per quale età?
Direi, dai 15 anni.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
A presto…
Scrive Paolo Cesari di Orecchio Acerbo: Ofra Amit Colori retrò e molto caldi, come il sole di Tel Aviv. Cappucci rossi lunghissimi, capelli oceanici, gemelli siamesi che masticano Big Babol. Collage, pattern e materiali mescolati sapientemente ai disegni in acrilico su carta o tela. È così che Ofra Amit lavora e vive in Israele. Divide la sua attività fra i libri per ragazzi, le immagini per il teatro e le illustrazioni per varie riviste e quotidiani. Per il suo lavoro ha avuto diversi riconoscimenti da Communication Arts, Applied Arts, The Society of Illustrators. Nel 2010 ha ottenuto la Gold Medal for Children’s Books Illustration attribuita dall’Israel Museum. ↩︎
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.