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La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

«In una gelida notte invernale tutti dormono, tutti tranne qualcuno. È il tomte, uno gnomo che si prende cura della fattoria e dei suoi abitanti rassicurandoli nel sonno».

(da Mentre tutti dormono)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino si è spinto fino ai piedi dei Monti Gelati e ha fiutato un albo illustrato, una storia soave, una perfetta ninna nanna per le lunghe sere d’inverno, un racconto magistrale che nella sua semplicità ci colpisce per la profondità e la quiete che riesce a trasmetterci. (Cit. Alessia Napolitano)

Si tratta di:

È una magica e fredda notte d’inverno. Tutti dormono, nella vecchia fattoria in mezzo al bosco. Solo il tomte, il piccolo gnomo guardiano, è sveglio: come ogni notte, camminando nella neve a piccoli passi silenziosi, si reca a far visita agli animali della fattoria per rassicurarli che presto tornerà la bella stagione.

Una bedtime story delicata, lieve come un canto popolare, che celebra la semplicità e i sentimenti del mondo della natura.

Siamo al cospetto di un gigante della Letteratura per bambini e ragazzi: Astrid Lindgren, una scrittrice che non ha bisogno di presentazioni. In questo racconto l’autrice mette le parole che si mescolano alle bellissime illustrazioni e suggestioni che Kitty Crowther (un’altra eccellenza della Letteratura per l’infanzia) ha saputo estrapolare dalle parole della Lindgren per raccontare visivamente questa storia.

Da questo sodalizio ne scaturisce un racconto classico del Nord Europa, dove compare il tomte una figura del folklore nordico, un guardiano, un custode, dal carattere introverso e un po’ burbero, che abita nelle vecchie fattorie.

Qui l’autrice ci rivela il lato più dolce di questa creatura antichissima, che di notte si reca dagli animali che abitano questa fattoria per consolarli. Il tomte parla la lingua degli gnomi, una lingua antica e misteriosa che tutti gli animali comprendono e non solo loro…

È un albo innevato, in cui possiamo godere della letterarietà che caratterizza tutta la scrittura di Astrid Lindgren. Qui abbiamo un esempio limpido di come si sappia scrivere per bambini, avendo ben presente il proprio interlocutore.

È notte. Tutti dormono nella vecchia fattoria in mezzo al bosco. Qui tanto tempo fa qualcuno – nessuno sa chi – dissodò un terreno incolto e costruì la propria casa. Le stelle brillano nel cielo, stanotte; la neve risplende candida; è una notte terribilmente gelida. È una di quelle notti in cui le persone si rintanano al caldo delle loro piccole case e fanno in modo che il fuoco del focolare resti sempre acceso.

Nella solitudine del bosco c’è una vecchia fattoria. Tutti dormono. Tutti, tranne qualcuno.

L’autrice, attraverso la bellezza della sua scrittura, è come se dicesse al bambino «io ti do parole belle, non mi preoccupo più di tanto se quelle parole le hai poco sentite, perché nel contesto, nella buona forma, queste parole assumeranno per te un significato inizialmente solo dal loro suono.»

Astrid Lindgren, inoltre, alterna alla prosa le parole in versi del tomte e qui ci fa sentire tutta la musicalità delle parole, le ripetizioni che cullano il bambino e che, però, non sono mai uguali a quelle precedenti, perché l’autrice, che conosce molto bene il suo interlocutore, vi aggiunge sempre qualcosa.

La forza di questo albo risiede anche nelle splendide illustrazioni di Kitty Crowther, nel contrasto tra la freddezza della neve e il calore che porta il tomte all’interno della fattoria; il blu terso del cielo stellato e il rosso aranciato del fuoco; il gelo e l’amore.

Kitty Crowther, per illustrare questo testo così delicato e denso, abbandona il tratto sintetico delle matite colorate e utilizza spesse pennellate di tempera bianca, potenti campiture di blu, macchie d’ecoline che accendono di rosso gli interni. Tutto è pieno, vivo, caldo, come la sensazione che ci scorre nel sangue quando ci sentiamo voluti bene.

L’albo vinse nel 2010 l’Astrid Lindgren Memorial Award.

Astrid Lindgren ci fa dono di un racconto invernale lontano da noi, ma di cui (spero) amiamo ancora assaporarne le atmosfere.

«Ogni parola data, non è mai persa»

Per quale età? Direi, dai 3 anni.
La scrittura di Astrid Lindgren accompagna e culla il bambino attraverso il suono delle parole e la ripetizione di parole già note, rendendo, in questo modo, solido e interessante il suo percorso attraverso la storia.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.

Un capolavoro.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.

A presto…

Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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