La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«A pagina uno c’è una pecorella / che perde il gregge e segue una stella. A pagina due…».
(da Ninna nanna per una pecorella)
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, sotto una notte stellata del bosco, un albo illustrato, una ninna nanna piena di stelle per una pecorella un po’ distratta che, una notte, perde il sentiero e si smarrisce nel bosco. Intorno, il buio fa paura, finché qualcosa si accende, rischiarando il cuore di improvviso sollievo.
Si tratta di:
Titolo: Ninna nanna per una pecorella
Autore e Illustratore: Eleonora Bellini e Ill. Massimo Caccia
Traduzione: /
Casa Editrice: Topipittori
Tipologia: Albo illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 2009
Un counting book? Una filastrocca? Una conta? Una ninna nanna? Io ritengo che questo albo illustrato sia una miscela di tutti e quattro.
“Nelle filastrocche più antiche la sonorità “cullante” aveva spesso il sopravvento sul nucleo narrativo: in fondo non era necessario che il testo raccontasse sempre qualcosa, bastavano infatti le parole con i suoni giusti. In altri casi era la ripetizione dello stesso concetto declinato con le stesse parole in membri ripetitivi a conciliare il sonno. In altri ancora, infine, l’autore enucleava una storia breve: questi sono i casi più interessanti. In ogni caso comunque era la parola ad avere la signoria indiscutibile, mentre l’immagine apparteneva all’immaginario di ciascuno: se ci pensate infatti illustrare una filastrocca è qualcosa di quanto mai difficile.”
Una storia lineare, con una trama, e quindi con un inizio, uno svolgimento e una fine. Le frasi di questa storia sono minime ma perfette, con una rima baciata e mai banale e una musicalità finissima.
Illustrazioni di Massimo Caccia – Alcuni interni
Come scrive Alessia Napolitano: “Le illustrazioni e le parole di questo albo si parlano continuamente da pagina 1 a pagina 13 (numero magico, numero della completezza come il 4 nelle fiabe), aggiungendo al racconto tantissime suggestioni pur mantenendo un equilibrio perfetto.“
Il tratto di Massimo Caccia, stilizzato e dai contorni neri e spessi, ricorda molto il segno di Attilio Cassinelli. Le sue illustrazioni sono riuscite a dare una voce particolare alle rime di Eleonora Bellini, con questo segno grafico molto potente, che porta i bambini a incontrare un segno diverso da quello solito con cui si suole avvicinare i bambini alle immagini dei libri.
Fotografie di Patrizia Lalli – Alcuni interni
Una storia gentile che ha il ritmo tranquillo di una nenia popolare e dove i numeri sono morbidi gradini che accompagnano, pagina dopo pagina, verso un sonno tranquillo, popolato di presenze affettuose.
Segnalo anche questo articolo molto interessante che racconta di una delle traduzioni a cui si è prestata questa storia (per la casa editrice Albiana), in particolare in lingua corsa: potete leggere l’articolo qui.
«Lasciamo che i bambini s’infilino sotto le coperte con il libro stretto tra le mani…»
Per quale età?
Direi, dai 3 anniai 5 anni.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Suggerimento
Non usatelo per insegnare a contare o per cercare il messaggio, leggetelo e basta, perché questo albo racconta una storia.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.