La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«Il giorno della vigilia, Isidor decise di fare una sorpresa alla famiglia e andò nel bosco a cercare un bell’albero da decorare. Casimir ebbe la stessa idea. Anche Ferdinand…e Felix lo stesso.»
(da La sera di Natale in casa Mellops)
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, tra le foglie della vecchia tana del tasso Tolomeo, un racconto illustrato irriverente, un libro di narrativa che si crede un albo. (Cit. Alessia Napolitano). Un racconto che dietro l’apparente ilarità della scrittura del suo autore, cela una pungente critica sociale.
Si tratta di:
Titolo: La sera di Natale in casa Mellops
Autore e Illustratore: Tomi Ungerer
Traduzione: Bianca Lazzaro
Casa Editrice: Donzelli
Tipologia: Racconto illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1960
Come tutti i grandi autori, anche il più impertinente della Letteratura per l’infanzia si cimenta con un racconto natalizio: sto parlando di Tomi Ungerer (vincitore nel 1998 del Premio Hans Christian Andersen per il miglior illustratore); ma per chi conosce questo grande Maestro, sa che deve aspettarsi di tutto nelle sue storie.
Questo racconto di Natale, pubblicato per la prima volta nel 1960, si apre con papà Mellops, impegnato a leggere un articolo sulle decorazioni dell’albero di Natale. Così, i suoi bambini decidono il giorno seguente, armati di ascia o sega, di andare a recuperare un albero di Natale nel bosco, per rendere più bella la casa.
«La sera di Natale il salotto dei Mellops si riempì di piante e di pianti»
Il fatto di aver pensato tutti alla medesima idea fa sì che la casa sia piena di alberi di Natale tutti uguali. Papà Mellops, allora, travestito da Babbo Natale, invita i bambini a portare i loro alberi a qualcun altro.
Questo suggerimento, che potrebbe trovare facile compimento in una retorica natalizia sui buoni sentimenti e le buone azioni, non trova però una risoluzione così semplice, perché tutti i luoghi in cui i bambini maialini si dirigono per offrire il proprio albero di Natale sono già occupati da alberi ben più belli. Così succede all’orfanotrofio, così succede all’ospedale, così succede in carcere.
E qui entra la penna di Ungerer che fa svoltare la situazione…
Un’avventura molto semplice diventa l’occasione per una famiglia di lasciare la libertà ai ragazzi di scoprire come il Natale sia l’occasione per accorgersi di che cosa capita al di là del proprio portone.
E così, per il tempo di tre pagine, assistiamo come spettatori ad una parata di destini meschini che Ungerer ci sbatte davanti agli occhi (abbandono, solitudine, povertà, malattia, malinconia, dolore), ai quali non possiamo rimanere indifferenti.
Illustrazioni di Tomi Ungerer – Alcuni interni
Questo racconto arriva in Italia nel 1983 per le edizioni A. Vallardi con il titolo Il Natale della famiglia Mellops ela traduzione di Claudio Groff, successivamente torna sugli scaffali grazie a Donzelli editore nel 2017 con il titolo La sera di Natale in casa Mellops e una nuova traduzione di Bianca Lazzaro.
Tomi Ungerer emerge nel panorama dei libri per l’infanzia per la sua creatività, l’irriverenza, l’umorismo e per la buona dose di “assurdo” con cui condisce le sue storie. Ogni suo libro ha un’identità particolare e una caratterizzazione unica, poiché, secondo l’autore, ogni progetto ha bisogno del proprio stile. Tomi non si tira indietro dall’uscire dagli schemi intingendo i suoi libri per bambini di argomenti e di un vocabolario considerati non consoni per quella fascia editoriale.
Il rispetto per l’intelligenza dei più piccoli e il rifiuto di presentare loro un mondo zuccherato, lo portano a trattare temi importanti e forti come la guerra e la diversità e a inserire spesso nei suoi libri elementi paurosi, perché i suoi protagonisti sono senza paura, proprio come lui era stato cresciuto da sua madre.
La scrittura di Ungerer è indimenticabile e questi personaggi seriali sono perfetti per cimentarsi nelle prime letture (su questo io dissento), poiché oltre a un testo semplice, ma tutt’altro che scontato, i libri sono arricchiti da illustrazioni quasi fossimo di fronte ad un albo illustrato.
“Storie assurde al limite del nonsense o meglio dell’impossibilità che scatenano il riso e l’incredulità che viene prontamente sospesa per lasciare spazio all’immaginazione. Una narrazione in pieno stile Ungerer che questa volta mette in scena una vera saga familiare invece che un personaggio estremo di cui raccontare le avventure.”
Le avventure dei Mellops è una raccolta di racconti brevi di Tomi Ungerer. Illustrate dallo stesso autore, le storie hanno per protagonisti i membri della famiglia Mellops, intrepidi maialini amanti dell’avventura. Il volume contiene:Mellops prendono il volo (1957), I Mellops a caccia del tesoro (1957), La famiglia Mellops trova il petrolio (1958) e I Mellops esplorano una grotta (1963).
Ungerer è uno degli autori più sovversivi della Letteratura per l’infanzia, ed è forse questa una delle ragioni principali per cui risulta molto difficile da proporre, non tanto ai bambini che lo adorano, ma ai genitori. E quindi, l’unica possibilità che hanno i bambini di incontrarlo, è attraverso maestre o mastri illuminati e Promotori professionisti ben preparati, che non guardano alle novità, ma guardano all’unicità, alla bellezza e alla profondità di senso.
«I bambini non hanno bisogno di libri per bambini,hanno bisogno di storie raccontate bene»
(Tomi Ungerer)
Per quale età?
Direi, dagli 8 anni, proprio per la sottile critica sociale che troviamo in tutti i racconti di Tomi Ungerer.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.