La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«Attilio tesse in rima una storia di Natale, una trama preziosa e leggera come la tela di Filarello.»
(Lapis Edizioni)
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, nel tronco del faggio millenario, un albo illustrato, una piccola storia in rima, dedicata ai più piccoli.
Si tratta di:
Titolo: Filarello
Autore e Illustratore: Attilio Cassinelli
Traduzione: /
Casa Editrice: Lapis
Tipologia: Albo illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 2021
«Il Natale si avvicina
Bob il cane va in cantina
dove sono conservate
le palline colorate»
La rima baciata e il ritmo costante di AttilioCassinelli1 (in arte Attilio) accompagna questa storia e la consegna ai bambini più piccoli, che possono così godere del suono e della musicalità delle parole scritte daquesto autore.
Illustrazioni di Attilio Cassinelli – Alcuni interni
Le illustrazioni portano il suo segno riconoscibile, quel tratto che, tra gli anni ‘60 e ‘90, in Italia si rivelerà una vera novità determinando la sua cifra stilistica: figure dai contorni neri, netti e spessi intorno ai suoi personaggi bidimensionali, colori marcati, sfondo bianco, figure stilizzate ed essenziali. Le sue sono storie semplici di piccole avventure quotidiane.
Attilio Cassinelli, come altri suoi colleghi illustratori (pensiamo per esempio all’olandese Dick Bruna), inizia la sua carriera come grafico e questo non è un particolare di poco conto per comprendere la sua opera.
Voglio condividere le parole che Walter Fochesato scrisse in occasione della copertina che l’artista realizzò per la Rivista Andersen nel 20142:
“Quando alla metà degli anni ‘70 iniziai ad insegnare e a scoprire pian piano i territori della letteratura per l’infanzia i suoi albi erano molto diffusi nelle scuole, laddove, soprattutto, si tentava di procedere sulla strada del rinnovamento della didattica e del rapporto con i bambini. Certo qualche anno prima Rosellina Archinto aveva dato il la alla svolta radicale (e plurale) delle Emme Edizioni ma non bisogna dimenticare che il panorama era ancora dominato dal segno di Maria Pia e delle sue tarde seguaci: animismo spicciolo, l’inflessibile banalità dei buoni sentimenti e delle vecchie convenzioni, un segno zuccheroso e stereotipato, colori chiassosi. Aggiungiamoci pure la debordante produzione disneyana (non quella dei fumetti sia chiaro ma il merchadising legato ai cartoni animati). Questo passava allora il convento, una minestra lunga e insipida (Broddu lungu e seguitate, come si diceva della zuppa dei conventi). Risulterà chiaro che il tratto elegante e prepotentemente, volutamente sintetico di Attilio, rappresentasse una decisa novità, quasi una piccola rivoluzione.
Lui aveva avuto una formazione da grafico e questo avrà non poca influenza sul suo lavoro; poi gli capitò di disegnare dei pupazzi e degli animali in stoffa per una fabbrica di giocattoli. Il mezzo ovviamente condizionava la soluzione tecnica e le caratteristiche dei personaggi: si trattava in soldoni di mettere assieme i vari pezzi che li componevano ed ecco venire fuori delle forme quanto mai semplici, con una precisa tendenza alla geometrizzazione. A una Fiera del Libro di Bologna di parecchi anni or sono (1967 per la precisione) vennero notati dall’occhio attento di Renato Giunti a capo dell’omonima casa editrice. E “qui comincia l’avventura”, per dirla con Sergio Tofano. I titoli e le collane si moltiplicarono, ebbero successo anche l’estero, tanto che in Giappone se ne cavarono anche magliette, oggetti e quant’altro. Ma anche in Italia si arrivò a produrre, giusto per fare un esempio, deliziose scatoline con le carte del domino. Cassinelli legò per decenni il suo nome a quello della Giunti e a questa sigla è rimasto fedele (salvo poche cose per la Salani, se ben ricordo).
[…] Ma questa semplicità era anche frutto di una attenta cultura figurativa, talché non è difficile rintracciare nei suoi lavori echi del graphic design internazionale o di alcuni maestri dell’affiche (Cassandre, come ha testimoniato una volta lo stesso Attilio).”
Fotografie di Patrizia Lalli – Alcuni interni
Una precisazione pare doverosa: il segno grafico e stilizzato di Attilio non può essere proposto ai bambini prima dei 3 anni, proprio perché gli studi scientifici di Judy Deloache e di K. Tanaka, ci confermano come solo a partire dai 3-4 anni il bambino è in grado di riconoscere e creare immagini stilizzate, capacità questa che evolverà in modo significativo nel corso degli anni scolastici.
Possiamo qui ascoltare, dalla voce del suo autore, la storia di Bob e Filarello:
«Una piccola storia perfetta che potrà fare compagnia, in vista del Natale, a tutti i bambini più piccoli»
Per quale età?
Direi, dai 4 anni.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
A presto…
Attilio Cassinelli, in arte Attilio, è stato pittore, designer, illustratore. Dagli anni ‘70 ha rivoluzionato l’editoria per i più piccoli grazie alla capacità di sintesi del suo segno geometrico e rigoroso. Nasce a Genova nel 1923, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Dopo gli esordi come grafico pubblicitario nel 1966, Attilio partecipa per la prima volta alla Fiera del libro per Ragazzi di Bologna dove conosce Renato Giunti con cui avvia una storica collaborazione. Per Giunti scrive e disegna moltissimi racconti, intere collane, album cartonati, numerosi giochi in scatola per l’infanzia, come domini, tombole e Zoo di carta. Diventa uno degli illustratori più popolari dagli anni Sessanta fino ai primi anni Novanta. ↩︎
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.