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La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

«… Era bella e delicata, anche se era tutta di ghiaccio abbagliante, ma non c’era dubbio che fosse viva, e i suoi occhi brillavano come due
stelle nel cielo terso.»

(da La regina delle nevi)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato, in una bella e gelida mattina d’inverno, una Fiaba in grado, con la sua atmosfera misteriosa e a tratti sinistra, ma allo stesso tempo incredibilmente affascinante, di mostrare la meraviglia e il silenzio di questa stagione, il suo lato più giocoso e quello più temibile. Una fiaba di coraggio e di amore, di crescita e di mutamento.

Si tratta di:

Una storia, sette storie, ognuna delle quali contiene tutta la crudeltà e la poesia delle fiabe per bambini. Di ognuna di esse proprio i bambini sono protagonisti: bambini sperduti e soli nel “vasto mondo”, che diventa palestra dura, ma necessaria, per l’esistenza. 

Un reame di ghiaccio dove non esiste la tristezza ma nemmeno la gioia, governato da una regina a cui una delusione d’amore ha spezzato il cuore.

Una Fiaba d’autore nata dall’infaticabile creatività dello scrittore danese Hans Christian Andersen, La regina delle nevi è la fiaba più lunga di Andersen e anche il suo lavoro più complesso. La scrive nel 1844 e viene pubblicata il 21 dicembre.

Un lungo racconto iniziatico, una storia di formazione che vede i suoi protagonisti crescere mantenendo però intatta la purezza dei loro cuori e delle loro anime nonostante i tentativi di corruzione operati dal Diavolo in persona.

“L’illustratore, così come il Maestro di un tempo, possiede (o dovrebbe possedere) quattro cose: la misura paziente del proprio operare; una cultura (figurativa e non) ampia e sensibile; la profondità con cui sente e coglie l’opera che viene chiamato a realizzare; una capacità d’invenzione agile e leggera, acuta e viva.” (Cit. Walter Fochesato)

Le tavole sono quelle storiche del francese Edmund Dulac, il suo tratto è elegantissimo, raffinato, la scelta del colore decisamente sofisticata e perfetta nel rendere le atmosfere magiche e misteriose. Nonostante, come ovvio, lavorasse unicamente a mano, la sua maestria nel rendere ombre, luci e bagliori, è considerata unica.

Ricordiamo alcune sagge e profonde parole di Bruno Bettelheim, che sembrano non essere state colte o sono state dimenticate da tutti:

La fiaba non potrebbe esercitare il suo impatto psicologico sul bambino se non fosse in primo luogo e soprattutto un’opera d’arte.”1

E quindi, come scrive la Prof.ssa Silvia Blezza Picherle:

Per cortesia non più adattamenti svilenti o riscritture che cambiano lo stile unico ed originale di uno scrittore.

Leggiamo loro le Fiabe integrali, che custodiscono le parole scelte dall’autore, proprio quelle, soppesate, pensate, masticate, nel rispetto di un pensiero e di un tempo dedicato, spesso un tempo lungo. Nel rispetto per i bambini e i ragazzi che le ascolteranno. Nel rispetto per la Letteratura e la bella scrittura.

Perché le parole messe in un modo sono una cosa e le parole messe in un altro sono tutt’altra cosa. Lo stile, il modo con cui è scritta una storia è fondamentale, nella Letteratura del passato e in quella presente.

«Il freddo piace alle Fiabe. Camino, coperta, voce, ricordi…l’inverno sussurra parole.»

(Alessia Napolitano)

Per quale età? Direi, dai 12 anni.
AhimèNessun ahimè… è perfetto così.
SuggerimentoConsiglio di leggere la versione integrale contenuta nel volume Fiabe e storie, Donzelli editore, con la traduzione di Bruno Berni2

Allora, non mi resta che augurarti buone letture fiabesche intorno al focolare.

A presto…


  1. Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, p. 18 ↩︎
  2. Bruno Berni è dirigente di ricerca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici. Ha studiato letterature nordiche e letteratura tedesca a Roma e Copenaghen. Si è Laureato in lingue e letterature nordiche e in letteratura tedesca nel 1983 alla Sapienza di Roma. Ha insegnato lingua e letteratura danese all’Università di Urbino, di Pisa e alla LUISS di Roma. Oltre alla sua attività didattica e di ricercatore, dal 1987 ha tradotto e curato un centinaio di opere di prosa e poesia di autori classici e moderni soprattutto danesi, ma anche svedesi, norvegesi e tedeschi. Per la sua attività di traduttore (in prosa e in versi) ha ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti internazionali e nazionali come nel 2013 il Premio Nazionale per la Traduzione, nel 2016 il Premio Benno Geiger per la traduzione poetica. Ha collaborato con alcuni dei più importanti editori italiani, tra cui spicca quella particolarmente durata con Iperborarea, editore per il quale ha curato le edizioni di diverse fiabe nordiche (Fiabe lapponi, Fiabe danesi, Fiabe svedesi). Tra le sue traduzioni e curatele svettano sicuramente quelle riguardanti l’opera di Andersen (inclusa anche l’autobiografia) che gli sono valse il prestigioso Hans Christian Andersen Prisen nel 2004. Per Camelozampa ha tradotto direttamente dalla versione originale tedesca del 1857 la fiaba dei f.lli Grimm Biancaneve con le illustrazioni di Nancy Ekholm Burkert e Cappuccetto rosso con le illustrazioni di Lisbeth Zwerger. ↩︎
Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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