La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura
Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...
«In questa notte scura e silenziosa, in questa notte in cui in cielo è apparsa una stella splendente, lontano lontano, in Oriente, dormono tre saggi, tre grandi re. La stella attraversa il cielo e si ferma sopra i loro palazzi. Il primo saggio si desta e ascolta il messaggio degli angeli: il giorno a lungo atteso è arrivato»
(da Seguendo la stella)
Caro lettore e cara lettrice,
oggi Martino ha fiutato, percorrendo il sottobosco nel silenzio di un notte stellata, un albo illustrato di rara bellezza sulla grande festa dell’Epifania.
Si tratta di:
Titolo: Seguendo la stella
Autore e Illustratore: Štěpán Zavřel
Traduzione: (Non riportata)
Casa Editrice: Bohem Press Italia
Tipologia: Albo illustrato
Prima edizione dell’opera in lingua originale: 1967
Un albo di grande formato che riesce così a restituirci tutta la bellezza delle illustrazioni di questo autore fondamentale nella storia della Letteratura per l’infanzia, la cui vita è quasi una Fiaba (e sarebbe bello se qualcuno raccontasse e pubblicasse la sua storia).
Con un lavoro filologico di recupero molto interessante («Zavřel l’aveva concepito già nel 1961 come “biglietto augurale illustrato” per la sorellina Ludmilla rimasta a Praga») la casa editrice BohemPress porta alle stampe un testo celebre eppure dimenticato di Štěpán Zavřel che raccontò proprio la storia dei Magi, questi sconosciuti e affascinanti personaggi che arrivarono dall’Oriente: Seguendo la stella.
L’arte di Zavřel ha molto a che fare con l’arte religiosa e l’arte bizantina, tanto che i suoi albi illustrati sul Natale (realizzati in chiave religiosa) sono tra i più belli e originali che ancora oggi possiamo trovare a scaffale. Oltre a Seguendo la stella segnalo anche Il flauto del pastore.
Una scrittura meravigliosa e musicale quella dell’autore e illustratore ceco e un segno pittorico che riconosce a Zavřel di essere stato anche un grande innovatore per il tipo di artisticità che ha portato nell’albo illustrato per l’infanzia.
Zavřel, come tutti gli artisti veri e autentici, con la sua pittura raffinata, elaborata, originale nel tratto grafico, riesce ad avvicinare al mondo dell’arte i bambini. I bambini e i ragazzi che oggi sono quotidianamente circondati da immagini spesso banali, stereotipate e di scadente qualità veicolate dai media e dalla pubblicità hanno ben poche occasioni di incontrare l’arte, la vera arte che è racchiusa nei musei. (Cit. Silvia Blezza Picherle)
Le opere di Zavřel hanno anche l’aspetto interessante di essere opere che iniziano a contenere un testo abbastanza corposo e presentano dei layout davvero molto originali nel modo di impaginare le immagini in dialogo con le pagine.
Illustrazioni di Štěpán Zavřel – Alcuni interni
Il suo è un tratto riconoscibile, ma allo stesso tempo mai uguale a se stesso, perché in ogni libro che ha realizzato, Zavřel sceglie tecniche diverse (acquerello, decoupage, pastello, acrilico, china, stencil, xilografia, collage, ecc) e modi diversi di rappresentare graficamente quello che vuole portare sulla pagina, scegliendo la tecnica in relazione all’atmosfera che voleva creare.
C’è però un filo conduttore che accomuna il tratto di Zavřel e che riguarda una sorta di indefinitezza nel rappresentare i volti dei bambini, che risultano così un po’ abbozzati, pur mantenendo un’altissima qualità artistica. Una scelta consapevole questa di Zavřel, che lasciava al giovane lettore lo spazio di interpretazione e la possibilità di immaginare liberamente il volto dei personaggi incontrati nella storia e che Zavřel insegnerà successivamente ai suoi allievi della Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede.
Se dovessimo poi parlare di un autore che fa un uso straordinario del codice cromatico per esprimere sentimenti, stati d’animo e atmosfere emozionali della storia, ma anche dei personaggi, ma anche di quel particolare momento della storia che viene illustrato, sicuramente Zavřelsarebbe da prendere come caso esemplare da esplorare e indagare, perché in questo sicuramente è, e resterà, uno dei massimi Maestri della storia dell’illustrazione.
E certamente, l’avrete riconosciuto, è evidente anche una forte influenza (d’altronde lui collaborò) con l’opera di Lele Luzzati, anche se poi Zavrel farà un percorso peculiare e tutto suo.
Il suo segno, quindi, porta dentro echi Luzzatiani, non a caso Stěpán Zavřel, figlio di due sarti, arrivato in Italia da quella che era l’allora Cecoslovacchia durante il regime comunista, giunge a Roma ed entra nella bottega di Giannini e Luzzati negli anni in cui loro cominciano a produrre splendidi cortometraggi (La gazza ladra, La tarantella di Pulcinella, e chi più ne ha più ne metta). Se ci riflettiamo, se guardiamo a un prima e un dopo Zavrel, possiamo comprendere come, senza la lezione di Lele Luzzati e la sua solarità mediterranea, Zavrel non sarebbe esistito.
Scrive Silvia Blezza Picherle in un bell’articolo contenuto nel Catalogo intitolato “Stěpán Zavřel: 30 anni di illustrazione per l’infanzia“, a cura del Centro Studi di Letteratura Giovanile “A. Alberti” di Trieste, realizzato per la prima mostra antologica dedicata all’autore nel 1991:
“I nostri bambini di oggi circondati da colori aggressivi e traumatizzanti, rimangono invece piacevolmente incantati dal colorismo delle illustrazioni di Stěpán Zavřel, perché sentono il fascino «diverso» che queste emanano. Sono affascinati dalle esplosioni di colore, dal cromatismo accentuato e scintillante, dal gioco delle sfumature cromatiche, dal movimento delle masse di colore: elementi questi che liberano la fantasia e parlano subito al sentimento. Le immagini di Zavřel suscitano stupore nel bambino, perché egli si trova di fronte a qualcosa di nuovo, di inaspettato e di straordinario. Non è semplice curiosità ma autentica «meraviglia»: quell’emozione unica che è il seme di ogni conoscenza (Bacone).
[…] E se la miglior cosa che si possa fare – come sostiene Bettelheim – è di instillare nei bambini questo senso di meraviglia, ebbene, Stěpán Zavřel può ben dire di esserci riuscito. Dopo questo primo momento di piacevole incantamento il giovane lettore inizia ad esplorare questo mondo «a colori» per cercare le storie meravigliose che gli erano state preannunciate. Zavřel attraverso la sua pittura «narrativa» racconta se stesso, canta e celebra gli eterni valori positivi della vita: l’amore, la solidarietà, l’amicizia, la fiducia, la comprensione tra gli uomini e l’amore ed il rispetto per la natura ed ogni forma di vita. In questo modo egli dà un importante contributo per l’edificazione di un mondo di pace.
Fotografie di Patrizia Lalli – Alcuni interni
Incontrare le illustrazioni di Zavřel significa incontrare la bellezza ed amarla, significa sensibilizzarsi al gusto artistico e sviluppare gradualmente il senso estetico.
Allora, con lo sguardo rivolto sempre al cielo come un antico Pellegrino segui la tua stella!
«Un gioiello finalmente riportato alla luce.»
Per quale età?
Direi, dai 9 anni.
Ahimè…
Nessun ahimè… è perfetto così.
Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.
A presto…
Qui, puoi ascoltare un interessante contributo della Prof.ssa Silvia Blezza Picherle, in cui propone la Lettura espressivo-letteraria, una sua specifica metodologia, di alcuni passi di questo meraviglioso albo illustrato.
Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.