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La Custode delle storie: pensieri e parole intorno ai libri e alla buona Letteratura

Questo spazio è una finestra sui miei pensieri intorno alla Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e vuole essere un luogo di libera riflessione rispetto a tutto ciò che riguarda l'editoria per l'infanzia contemporanea e la promozione della lettura e della Letteratura... comprese luci e ombre.
Augurandomi che sia per voi interessante intrecciare i vostri pensieri con i miei, vi auguro buona lettura...

Martino ha fiutato una storia…

«Dickens creò un mondo e, nel tempo libero, inventò il Natale»

(Anthony Burgess)

Caro lettore e cara lettrice,

oggi Martino ha fiutato, sotto le radici del grande Abete Bianco, un Classico, anzi, il Classico natalizio per eccellenza.

Si tratta di:

La storia la conoscono tutti.

Fiumi di parole sono state spese dai più grandi critici letterari.

Scrivere qualcosa su un’opera, per me intoccabile, sarebbe superfluo, pertanto ho pensato di proporre un piccolo viaggio tra i più grandi illustratori storici e contemporanei che, ad un certo punto della loro carriera, hanno deciso di confrontarsi con il monumentale Charles Dickens.

Il Canto di Natale, al di là del suo innegabile fascino letterario, è uno dei libri che più ha avuto la ventura di stimolare l’immaginario dei lettori e di prestarsi, nel tempo, ad essere indagato dalle matite e dai pennelli di tanta grande illustrazione. (Cit. Andrea Rauch)

Sarà un’esplorazione visiva della redenzione di Scrooge, che parte dalle iconiche incisioni dei pionieri John Leech e Sol Eytinge, che hanno lavorato alle prime edizioni, passando per le atmosfere vittoriane di Arthur Rackham e Charles Robinson, il segno raffinato ed etereo di Lisbeth Zwerger, fino alle interpretazioni moderne di maestri contemporanei come Roberto Innocenti, Luca Caimmi, Iacopo Bruno e Manuele Fior, che ha consegnato Un canto di natale alla nona arte e altri ancora, mostrando come ogni epoca abbia reinterpretato la magia e i temi sociali del racconto, trasformando Scrooge da figura spettrale a simbolo universale di speranza e solidarietà.

Sarà interessante, spero, incuriosirci della vita di questi illustri e scoprire come si sono avvicinati all’opera dickensiana e come l’hanno affrontata.1

Allora, non mi resta che augurarti buon viaggio…

«Una storia senza tempo che, come ogni classico che si rispetti, ha ancora molto da dirci.».

Per quale età? Direi, dai 12 anni e oltre.
Ahimè…Nessun ahimè… è perfetto così.

Un capolavoro intoccabile.

Allora, non mi resta che augurarti buone letture intorno al focolare.

A presto…


  1. Per chi volesse saperne di più sull’iconografia del Canto di Natale consiglio l’edizione pubblicata da Interlinea nel 2009 che contiene un breve saggio di Walter Fochesato sugli illustratori delle edizioni italiane. ↩︎
Immagine di Patrizia Lalli

Patrizia Lalli

Da bambina trascorrevo spesso il mio tempo ascoltando i racconti della Grande Guerra cullata dalla voce dei miei nonni; ore e ore immersa nel suono delle parole. Quando ho imparato a decifrare quei segni neri sulla carta, mi deliziavo ad ascoltare il suono della mia voce che leggeva in un pollaio a galline e conigli. Si, avete capito bene… Poi sono cresciuta… e l’amore per le storie e gli animali non mi ha abbandonata.

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